Biografia Freddie Mercury, la prefazione di Cesare Cremonini

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Foto: Riccardo Medana

Per la biografia di Freddie Mercury, in uscita oggi e scritta da Luca Garrò, non poteva che essere Cesare Cremonini l’autore della prefazione del libro riguardante il cantante che più ha cambiato la concezione musicale del bolognese. Ecco alcuni stralci condivisi dall’artista sui suoi canali social.

“Basta solo un pensiero. Chiudo gli occhi un istante e ti immagino, Farrokh Bulsara, appena compiuti i settant’anni, ben vestito, camminare a passo lento tra le strade di Londra o tra i negozi affollati di una qualche metropoli asiatica. Con o senza baffi bianchi, con lo sguardo più fragile e addolcito dal tempo, ma ancora pronto ad accendersi all’improvviso e a stupirsi di fronte alla bellezza di un’opera d’arte, alla leggerezza invisibile di un vaso giapponese esposto in una galleria, o ammirando la tela di un dipinto italiano in una casa d’asta. Una carezza accennata a un gatto pronto per le fusa, un inchino regale tra le fresie di un giardino per sentirne il profumo, una parola sussurrata al tuo compagno, un’improvvisa risata. Non una ma quella risata: la tua. Celata con timidezza dietro al palmo della mano, a coprire i denti ribelli, in un attimo di pace. Basta solo un pensiero e ti posso ammirare seduto di fronte al pianoforte che hai posizionato vicino al letto, con la schiena curva e le dita allungate sui tasti, mentre accompagni con un canto angelico quel grappolo di note piovute da chissà dove, poco prima di andare a dormire.

Ti vedo appoggiare la testa sul cuscino di seta, cercando il sonno tra i cunicoli della memoria, ancora pronto ad interpretare, fino all’ultimo respiro, con gratitudine, le sfumature della vita. Se fosse vera questa mia fantasia, Freddie, non saresti cambiato.
I miei occhi si riaprono, anche se non vogliono, e continuano a cercarti intorno a me. Eccoti. Sei lì, sul mio avambraccio, dove sotto pelle ho disegnato il tuo volto regale.” (…..)

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Marco Fornaro
Ho 18 anni e ospiti della mia play-list sono perlopiù Bob Dylan, De Gregori, i Pink Floyd e tanti altri artisti che mi convincono di essere nato nell'anno sbagliato. Amante di (quasi) tutti i generi possibili, scrivo anche di sport. In due libri a trenta mani ho pubblicato Che Storia la Bari e La Bari siete voi, giusto per render chiara la passione per il biancorosso. Sogni nel cassetto: viver di romanzi e stappare una bottiglia di GreyGoose sui colli bolognesi con Cesare Cremonini.