Born To Run, poema epico contemporaneo

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Ho passato la vita a combattere, studiare, suonare e lavorare, perché volevo ascoltare e conoscere tutta la storia, la mia storia, la nostra storia, e capirla per quanto possibile. Volevo capirla per potermi liberare dalle sue influenze più deleterie, dalle sue energie negative, per esaltarne la bellezza e la forza, e per poterla raccontare agli amici, alla mia famiglia e a te”.

Ci ho messo tanto a leggere questo libro. Tantissimo direi, molto più di quanto normalmente impieghi per qualsiasi altro libro. Infinitamente di più rispetto a un volume tanto atteso, scritto da – e su – il mio artista preferito. Ci ho messo tanto perché dopo averne letto più della metà una sola notte, ho deciso di centellinarlo, pagina dopo pagina, per non farlo finire troppo presto. Sì, perché Born To Run è uno di quei libri che vorresti non finisse mai. Esattamente come un concerto di Bruce Springsteen, esattamente come la sua storia -che poi è anche la sua vita -, esattamente come la tua vita: vorresti non finisse mai!

L’autobiografia di Bruce Springsteen, Born To Run, è tanta roba, tante cose insieme. Inizia come un romanzo, scritto peraltro con bello stile letterario, e diventa un diario, è una storia appassionante, una presa di coscienza, un atto di fede, una richiesta di scuse, una lunga seduta psicanalitica, un poema epico contemporaneo, una lunghissima, infinita, dichiarazione d’amore alla donna che è al suo fianco ufficialmente da trent’anni, in pratica da sempre! Perché Patti Scialfa nella vita di Springsteen ci è entrata nel 1970, rispondendo ad un annuncio dello stesso Bruce che cercava una corista. Lei all’epoca aveva 17 anni e andava ancora a scuola, lui aveva già rinunciato agli studi per dedicarsi alla musica ma la dissuase. L’appuntamento, però, era solo rinviato. Quando Bruce parla di Patti, non ce n’è per nessuno: Patti ha letteralmente salvato la vita a Bruce e lui ne è assolutamente consapevole. Patti è il faro che illumina da più di trent’anni la vita di un uomo che ha avuto e potrebbe ancora avere tutte le donne del mondo. Eppure ha scelto Patti, come lui “fuorilegge emotiva” ma in grado di dargli quella stabilità e quella sicurezza sempre evitate e mai trovate in passato dal Nostro. “Quando la guardo, mi vedo e mi sento al mio meglio… Se amiamo coloro che riescono a tirare fuori il meglio di noi, è quella la luce di cui Patti mi illumina”: esiste una dichiarazione di amore così totalizzante, così devota, così romantica?

Born To Run è un libro che ti cattura, ti sorprende, ti fa ridere, ti fa piangere. Non ho problemi a dire che in più di un momento mi sono ritrovata con il groppo in gola e le lacrime agli occhi, su più di una pagina ho lasciato che quelle lacrime venissero fuori, perché la bellezza della letteratura e dell’arte è anche questa. Bruce si racconta senza alcun pudore: è spietato con suo padre, ma lo è ancor di più con se stesso. E’ un monologo interiore recitato davanti a milioni di persone che paradossalmente – nessuno di noi può vantare una vita e una carriera come la sua – si riconoscono in quella vita. Springsteen è un uomo famosissimo, ricchissimo, adulatissimo, una super mega rockstar internazionale che dalla vita non solo ha avuto tutto ma sa che può avere ancora qualsiasi cosa, o quasi. Eppure lo percepisci simile a te. Lo senti vicino quando ti parla delle sue paure, dei suoi dubbi, dei suoi dolori, delle sue gioie, delle sue ansie, delle sue difficoltà, della sua depressione. Quale altra celebrità riconoscerebbe di fronte al mondo di essere una merda? Quale altra rockstar rivelerebbe di essere in analisi da più di vent’anni? Quale altro uomo confesserebbe di aver versato oceani di lacrime? Quale altro artista ammetterebbe – parlando della durata dei suoi concerti – il suo “timore patologico di non riuscire a fare abbastanza” ?

Il punto è questo: Bruce Springsteen è – esattamente come la sua autobiografia – sorprendente. Lo è perché è un uomo vero, autentico, sincero, insicuro e spavaldo al tempo stesso, coraggioso e ansioso, consapevole del talento e della fortuna ricevuti, ma che rimane fondamentalmente umile. E con quella stessa umiltà con cui ha affrontato tutta la sua carriera, oggi Bruce si pone al cospetto del pubblico e della critica. Un pubblico tanto più vasto se si pensa che il libro è uscito anche in Paesi dove lui non ha mai suonato, ad esempio l’India. Una critica tanto più agguerrita se si pensa che c’è chi ha condannato a priori il libro, senza neanche leggere la prefazione, considerandolo una meschina operazione commerciale.

Eppure Bruce Springsteen è tutto in queste pagine. Bruce Springsteen non si nasconde, non si vergogna, non ha  paura di mostrarsi al mondo per quello che è. Un soul man, nel modo in cui lui intende  e spiega il “concetto molto più ampio. Si riferisce alla vita, al lavoro e al modo in cui affronti l’uno e l’altro… Due parole che dicono tutto: sulla mia lapide non ne vorrei altre”.

Ecco, anche questo pensare alla finitezza umana, a quella di Bruce, a quella nostra è una cosa da groppo in gola. Ho letto e riletto una decina di volte le ultime pagine del libro. Sono intense, dirette, forti, ti mettono di fronte a te stesso, alla tua vita, alle tue responsabilità, al tuo modo di affrontare la via. Ognuno di noi troverà, o ha già trovato, la sua personale chiave di lettura; ognuno di noi scoprirà dettagli che per altri saranno insignificati; ognuno di noi coglierà frammenti preziosi per capire se stesso; ognuno di noi  troverà la sua storia all’interno di quella di Bruce. Per questo – anche per questo – Born To Run è la più bella autobiografia che io abbia mai letto, ma soprattutto un grande libro!

 

La foto in evidenza è tratta da librimondadori.it

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Patrizia De Rossi
Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati due su Luciano Ligabue: Certe notti sogno Elvis (Giorgio Lucas Editore, 1995) e Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue (Arcana, 2011). Uno (insieme a Ermanno Labianca) su Ben Harper, Arriverà una luce (Nuovi Equilibri, 2005) e uno su Gianna Nannini, Fiore di Ninfea (Arcana). Il suo ultimo libro, scritto con Mauro Alvisi, s'intitola "Autostop Generation" (Ultra Edizioni). Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.