Bruno Lauzi canta il jazz

282
0

Una rivista che negli anni ha segnato la storia del Jazz, pubblicata in Italia dal luglio 1945. «Musica Jazz» offre ai lettori l’opportunità di conoscere quanto il jazz sia stato (molto) presente nella canzone italiana. Giusto qualche giorno fa, durante la conferenza stampa per la presentazione del suo album strumentale, Paolo Conte ha voluto ricordare che lui ama rilegare e conservare i numeri della rivista.
Molti cantanti e autori hanno frequentato il jazz prima ancora di cimentarsi con la canzone, così è stato per Enzo Jannacci e Luigi Tenco, ma un posto di rilievo appartiene a Bruno Lauzi a cui «Musica Jazz» dedica un intero album inserendolo come gadget nella rivista di ottobre in vendita a 9,90 euro.
A dieci anni dalla scomparsa si ricorda anche l’appartenenza di Lauzi nella Jelly Roll Morton Boys Jazz Band insieme a Luigi Tenco, compagno di banco al liceo.
L’album (prodotto da Alberto Zeppieri e realizzato assieme a Roberto Cetoli) non evidenzia alcun sapore nostalgico, ma appare a tutti gli effetti come un «nuovo» disco di Lauzi. Tracce originali sono state arricchite da alcuni musicisti jazz come Gabriele Mirabassi, Oscar Del Barba, Massimo Luca, Sandro Gibellini, Mauro Negri, Fabrizio Gaudino.
Nella raccolta diciotto canzoni, qualcuna apparirà come un’assoluta novità. Si parte con L’aquila di Mogol-Battisti, quindi Ritornerai, canzone ripresa da molti artisti, per proseguire con Bebop Ipotetico, Chi sono io senza te, Genova per noi di Paolo Conte, Speranza sperata e Our Love Is Here To Stay di Gershwin, con Paolo Conte al vibrafono. La chitarra di Franco Cerri interviene in Change Partners e la tromba di Fabrizio Bosso caratterizza Mai prima di te. Dedicata al figlio la toccante Tuo padre cantava il Jazz, a rivendicare una passione quasi osteggiata dalla sua casa discografica che lo voleva più omologato nello stile canzone. Negli anni saranno comunque vari gli episodi che Lauzi riuscirà a mettere a segno sotto il marchio Jazz, in primis gli album Back To Jazz dell’86 e NostalJazz del 2003.
Sul personaggio due gli articoli che la rivista «Musica Jazz» gli dedica a ottobre, uno a firma Alberto Zeppieri, l’altro di Marino Bartoletti. schermata-2016-09-05-alle-17-27-52

CONDIVIDI
Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).