Fire HD 8. Di tutto, di più e low cost

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Con il nuovo Fire HD 8 inizia la next generation di tablet Fire HD di Amazon. Dotato di display HD a schermo panoramico da 8’’ – 1280 x 800, con più di un milione di pixel e 189 ppi – e di un nuovo processore quad-core da 1,3 GHz, Fire HD 8 integra una potente batteria con durata pari a 12 ore e 1,5 GB di RAM. Il nuovo tablet dispone di memoria integrata di 16 o 32 Gb (il doppio dello spazio di archiviazione integrato rispetto al tablet Fire) oltre al supporto per ulteriori 200GB con scheda microSD. Le fotocamere sono due: frontale e posteriore con risoluzione VGA e di 2 megapixel. La fotocamera VGA va benissimo per chiamare via Skype amici e parenti. Con quella posteriore si possono scattare e condividere foto e salvarle gratuitamente grazie all’archiviazione illimitata su cloud, disponibile per tutte le immagini scattate con dispositivi Fire. Gli speaker stereo del Fire HD 8 offrono un suono avvolgente e di elevata qualità grazie al supporto all’Audio Dolby Atmos. Il sistema operativo Fire OS 5 ha un’intuitiva interfaccia utente e ora supporta anche ComiXology e Twitch. Presente anche Amazon Underground che permette di vivere un’esperienza di app-shop unica nel suo genere, con migliaia di applicazioni premium, giochi, e funzionalità in-app al 100% gratuite, tra cui vite extra, livelli sbloccati, pacchetti aggiuntivi senza limiti e altro ancora. La connettività è garantita dal WiFi 802.11a/b/g/n dual band. Il nuovo Fire HD 8 è disponibile in colore nero con opzioni di memoria da 16 GB o 32 GB a partire da 109,99 euro (prezzo speciale). Per il nuovo Fire HD 8 sono anche disponibili cover di colore nero, magenta, blu e arancione che possono essere posizionate sia in verticale sia in orizzontale, al prezzo di 29,99€.

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Walter De Pace
Sono nato a Milano. Negli anni 80, laureato in filosofia, ho iniziato come copywriter all’Ufficio Pubblicità  di Rizzoli Libri.  Negli anni 90 ho collaborato con l’Europeo  - novità tecnologiche - e successivamente con Brava Casa, Anna, Milleidee e Max. All’inizio del nuovo secolo, addetto stampa alla start up che ha creato RCS WEB, ho continuato  a scrivere su Max,  con contributi al mitico spin off tecnologico Max 2.0 ora da collezionisti. Collaborazione proseguita in Gazzetta dello Sport.it.  Dal 2009 al 2012 ho scritto anche sul  mensile filosofico scientifico KOS. Il mio avatar l’ha  scelto mia figlia Irene, con la quale condivido l’idolatria per Bob Dylan, ma che non sopporta la mia passione per le opere di Mozart.