#Punk40: la playlist punk di Cristiano Godano

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Foto di Michele Piazza

Nato nel 1976 il punk compie quest’anno 40 anni (ne parliamo qui). Sex Pistols, Clash, Stooges, Ramones…sono solo alcuni degli interpreti di questo affascinante movimento. Per festeggiarlo abbiamo chiesto a Cristiano Godano, frontman dei Marlene Kuntz, di stilare una sua playlist personale. Ecco cosa ci ha consigliato.

«Ho cercato di scegliere dei pezzi che si potessero quanto più possibile ricondurre alla definizione “punk”, che immagino ben poco riconducibile ai dei limiti rigorosi e validi per chiunque. Senza questi scrupoli avrei messo pezzi dei Big Black, degli Squirrel Bait, dei Fugazi, e di tutti quelli che ora non mi sovvengono, importantissimi per la mia crescita di ascoltatore».

1. Johnny Hit And Run Pauline – The X (1980)
«Sono sempre stato americanofilo nei gusti musicali, e gli X furono per me la quintessenza del sapore americano – per sintetizzare: il rock’n’roll – impregnato dell’energia punk»

2. Sex Beat -The Gun Club (1981)
«Discorso analogo a quello fatto per gli X, ma qui siamo al cospetto del mio quarto gruppo preferito di sempre: il lirismo disperato di Jeffrey Lee Pierce ha sempre avuto un ascendente clamoroso sulle mie fascinazioni»

3. Could You Be The One? – Husker Du (1987)
«I dischi più specificatamente punk di questa formidabile band sono i primi… Con questo disco si stavano lentamente evolvendo in qualcosa di più armonioso nei suoni e nelle melodie. Ma ho amato questo loro capolavoro, alla follia»

4. Mica – Mission of Burma
«Qui entriamo in territori di confine con il post-punk e l’intellettualizzazione del suono e delle atmosfere. Questo disco fu una rivelazione per me, che già ero fan dei Killing Joke e ancora non avevo scoperto i Sonic Youth…»

5. Holiday In Cambodia – Dead Kennedys (1978)
«Questo è un gruppo più filologicamente punk a tutti gli effetti. Non l’ho mai amato in modo particolare, diciamo che mi piaciucchiava, ma questo pezzo mi ha sempre, letteralmente, esaltato»

6. Requiem – Killing Joke (1980)
«Non so bene se sia il punk la definizione giusta della loro musica, che probabilmente ha più senso definire post-punk a tutti gli effetti. Ma il periodo – 1980 – è quello, e allora indico questo pezzo fra i tantissimi loro che ho amato. Claustrofobici e cupissimi»

7. Born To Die – MDC
«È il tipo di band che ora come ora proprio non mi interessa ascoltare, ma all’epoca divorai questo disco, estremamente violento e killer. Di sicuro punk, di quello hard-core»

8. Pretty Vacant – Sex Pistols  (1977)
«Più che le celeberrime God Save The Queen e Anarchy In UK è questo il loro pezzo che preferisco. E non so esattamente dire il perché. Ma il ritornello è cool, molto cool, e anche un po’ rock’n’roll»

9. New Rose – The Damned (1977)
«Altra band che non ho mai considerato molto, forse perché troppo filologicamente punk a tutti gli effetti, ma questo pezzo ha un suo tiro notevolissimo, e se capitava alle mie orecchie mi catturava»

10. Sick Boy– GBH (1982)
«Evocano moltissimo i Motorhead, a me più graditi, ma loro sono più a tutti gli effetti punk. E questo pezzo è sufficientemente sudicio. Essenziali, diretti, potenti»

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Emanuele Camilli
Nasce a Viterbo nel marzo di un anno dispari. Il primo album che acquista è... Sqérez? dei Lunapop. Il suo sogno? Vedere i fratelli Gallagher ancora una volta insieme su un palco.