Giulia Mazzoni si chiude nella “Room 2401”. Con Michale Nyman

Room 2401, un album di musica strumentale al pianoforte con Michael Nyman come ospite d’eccezione

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Foto di Fabrizio Cestari

Parte da Milano il tour promozionale della pianista Giulia Mazzoni che presenterà tracce dell’album Room 2401, suo secondo capitolo discografico dopo l’esordio di Giocando con i bottoni di un paio d’anni fa.
Room 2401 è stato trasmesso in esclusiva nella trasmissione “Monte Carlo Nights” a Radio Monte Carlo, abituale vetrina per gli artisti che propongono composizioni prettamente strumentali. Sembra facile ma non lo è. Per chi si presenta con un disco solo strumentale il percorso è ben differente rispetto a chi scrive e canta canzoni.
Da Prato a Milano per studiare al Conservatorio, Giulia Mazzoni elabora una sua visione delle emozioni, esperienze e osservazioni che la portano a scrivere una musica che nei decenni, per comodità, è stata classificata come musica contemporanea, ambient music e New Age. Occorre però fare attenzione, perché ogni artista esprime il suo mondo che passa attraverso sforzi creativi che non andrebbero sommati o mischiati con altre espressioni. Recentemente Paolo Conte si è sentito dire che il suo ultimo lavoro strumentale poteva andare bene anche per un ascolto in cuffia mentre si era in palestra. L’artista ha prontamente risposto che si aspetterebbe qualcosa di più di un ascolto da sottofondo. Stesso discorso potrebbe valere per Giulia Mazzoni come per Ludovico Einaudi e Arturo Stalteri, giusto per affiancare un paio di nomi che ben conoscono la materia classica, ma che sanno avvicinare alla loro musica anche il pubblico che ama il Pop Rock.

Allora Giulia, cominciamo da questa bella sorpresa, voglio dire la partecipazione di Michael Nyman in un tuo disco. Com’è successo?
Una sorpresa che mi riempie di gioia, ogni volta che ci penso. Con Nyman ci conosciamo da vari anni, ma non ho mai avuto il coraggio di chiedergli una collaborazione, parlavamo di musica e arte. Poi un giorno che è venuto a Firenze per un suo concerto gli ho espresso il mio desiderio e lui senza esitare ha risposto affermativamente. Abbiamo individuato il brano The Departure, che aveva scritto per il film Gattaca. Tempo dopo mi ha fatto arrivare una nuova versione riscritta per due pianoforti. L’abbiamo eseguita insieme per la registrazione nel mio disco, c’è anche un filmato dell’evento. Lo abbiamo registrato alla Sacrestia Vecchia nella chiesa di San Marco in Brera a Milano dove abitualmente registrano musica classica. Ha soffitti altissimi e ciò crea un eco naturale e un suono caldo, anche se di contro l’ambiente cambiava temperatura e il pianoforte tendeva a scordarsi. Difficoltà che abbiamo superato.
Ci racconti come sono nate le varie composizioni?
Dopo Giocando con i bottoni ho cominciato a viaggiare, mi sono arricchita, per me è stato importante conoscere gli Stati Uniti, infatti Room 2401 è una stanza di un hotel di Chicago e in questo disco racconto le stanze che ognuno di noi ritrova anche dentro di se, oltre che in cima a un grattacielo. Un luogo dove ognuno si ritrova con i propri sogni, ansie e paure, che io esprimo con le emozioni che provo, cercando di conseguenza di emozionare chi mi ascolta. E’ certo che racconto meglio quello che sono oggi, più grande e consapevole rispetto agli esordi. Diciamo che l’esperienza dei concerti in Cina mi ha dato maggior sicurezza, ho trovato un riscontro inaspettato in varie città cinesi, con un pubblico attento composto da famiglie intere.
Il tuo stile si associa ad altri artisti italiani, ma quali sono i tuoi riferimenti?
Mi ha influenzato il romanticismo, Chopin su tutti, ma anche l’impressionismo con Satie e Debussy e il minimalismo di Terry Riley e Philip Glass. Ma anche il mondo della canzone, infatti ho realizzato una versione per pianoforte di Space Oddity di David Bowie, anche per ricordarlo. Definisco la mia musica lcontemporanea, moderna, di oggi. Vi sono echi della musica classica ma anche della musica pop e di quello che ascolto abitualmente. Questo mi consente di muovermi con grande libertà nella composizione dei vari brani.
Sentiremo mai una tua canzone?
Per ora no, ma non lo escludo.

Giulia Mazzoni sarà al pianoforte per presentare tracce di Room 2401 il 21 ottobre alla Libreria Rizzoli di Milano (Galleria Vittorio Emanuele II, 79 – ore 18.30); il 24 ottobre a LaFeltrinelli di Roma (Via Appia Nuova, 427 – ore 18.00); il 25 ottobre alla Mondadori Bookstore di Padova (Piazza Insurrezione XXVIII Aprile ’45, 3 – ore 18.30); il 26 ottobre alla Mondadori Megastore di Bologna (Via M. D’azeglio, 34/A – ore 18.30); il 27 ottobre a LaFeltrinelli Red di Firenze (Piazza della Repubblica, 26 – ore 18.30); il 28 ottobre alla Mondadori Megastore di Torino (Via Monte di Pietà, 2 ang. Via Roma – ore 18.30). STICKER POSITION_Layout 1

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Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).

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