Zucchero scalda la notte londinese facendo ballare la Royal Albert Hall (racconto e scaletta)

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Foto: Andrea Giovannetti

Prosegue senza sosta il Black Cat World Tour di Zucchero, che ieri sera ha fatto tappa alla Royal Albert Hall di Londra per il primo di due concerti, entrambi sold out.
Sugar ormai è un artista dal respiro internazionale e questi due concerti londinesi rappresentano la quinta e la sesta volta del bluesman reggiano nello storico teatro.
L’internazionalità di Zucchero si vede anche dal pubblico presente in sala: tanti gli italiani, circa metà del totale, ma l’altra metà della platea è composta da altrettanti londinesi accorsi per assistere al concerto.
La scaletta ricalca grossomodo quella dei live in Arena (qui il racconto del debutto), con la prima parte dedicata all’ultimo album, Black cat (qui la nostra recensione) per poi passare a canzoni che, anche se scritte in diversi periodi, hanno richiami alla giovinezza nel secondo capitolo e ai grandi successi nella terza ed ultima parte.
Sul palco la band internazionale di 13 elementi che ha acompagnato le 11 date veronesi, che ad ogni concerto appare sempre più affiatata, riuscendo a regalare un sound corposo che, grazie alla fantastica acustica della Royal Albert Hall, ogni spettatore riesce ad aprezzare fino all’ultima sfumatura.
Ospiti annunciati del live, il duo dei
2 Cellos, che ha suonato Vedo nero e Baila (sexy thing) all’inizio della seconda parte, facendo scattare tutti in piedi, anche i solitamente pacati spettatori inglesi.
Sul palco Zucchero si diverte ed è visibilmente soddisfatto del successo della serata e della reazione entusiasta del pubblico, e più volte decide di raccontare un po’ di se stesso, sia in inglese che in italiano, partendo da quanto sia grato ad
Eric Clapton, che lo volle con lui nel 1990 per aprire le sue 12 serate consecutive alla Albert Hall, proiettandolo di fatto verso il successo oltremanica e poi in tutto il mondo.
Particolari le esecuzioni de Il suono della domenica (dedicata ai terremotati di Amatrice) e di Un soffio caldo, uniche due canzoni in tutto il live in cui la traduzione inglese del testo appare sul maxischermo a forma di cuore che troneggia dietro il palco, per voler trasmettere anche agli inglesi la poeticità di quei testi.
Seppure siano tante le canzoni che Zucchero ha scritto e cantato in inglese, dal vivo lui decide comunque di cantarle tutte in italiano, lasciando modo a chi non capisce il significato di farsi trasportare dalla musica, che è un linguaggio universale (“I’m italian, I sing in my own language. I can sing in English but I don’t give a shit. You don’t need to understand every line of the lyrics: music talks”).
Uno strappo alla regola, però, viene fatto in chiusura, con il bis affidato a Without a woman, versione inglese di Senza una donna, prima grande hit internazionale di Sugar, che raggiunse il successo cantata da Paul Young, quasi a voler ricordare simbolicamente la canzone da cui tutto è partito.
In totale 33 brani per quasi tre ore di live, e diverse standing ovation, tra cui quella alla fine di Miserere, nel ricordo di Luciano Pavarotti.
Stasera si replica, per un altro sold out. Ospite di questa seconda notte londinese sarà il chitarrista giapponese Tomoyasu
Hotei.

Questa la scaletta:
Chapter one – Black cat
1. Partigiano reggiano
2. 13 buone ragioni
3. Ti voglio sposare
4. Ci si arrende
5. Ten more days
6. Hey Lord
7. L’anno dell’amore
8. Fatti di sogni
9. La tortura della Luna
10. Love again
11. Terra incognita
12. Voci

Chapter two
13. Vedo nero (with 2 Cellos)
14. Baila (sexy thing) (with 2 Cellos)
15. Oltre le rive
16. Il volo
17. Rossa mela della sera
18. L’urlo
19. Chocabeck
20. Il suono della domenica
21. Un soffio caldo
22. Long as I can see the light
23. Miserere
24. Freedom jazz love
25. Rock me, baby

Chapter three
26. Con le mani
27. Solo una sana e consapevole libidine salva il giovane dallo stress e dall’Azione Cattolica
28. Dune mosse
29. Diamante
30. Così celeste
31. Per colpa di chi?
32. Diavolo in me

33. Without a woman (Senza una donna)

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Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".