Piuma. Peso leggero su tema pesante

Fare figli a 18 anni oggi. Ridere per non piangere?

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Piuma
di Roan Johnson
con Luigi Fedele, Blu Yoshimi, Michela Cescon, Sergio Pierattini, Francesco Colella
Voto 6

Replico quanto avevo scritto da Venezia. Lei (Yoshimi) e lui (Fedele) 18 anni aspettano un bambino (bambina: si chiamerà Piuma…) e questo butta all’aria le vacanze con gli amici: lui combina solo disastri, lei soffre ma poi li avalla per amore, il padre di lei è più immaturo di lui, i genitori di lui si arrabbiano ma aumentano la confusione, le sfighe progressive in 9 mesi di gravidanza dovrebbero far ridere di un tema in fondo così “pesante”. A Venezia c’è stato un pubblico che rideva e uno che gridava “vergogna!” perché un film così “leggero” rappresentava l’Italia in un ambito di pesi massimi. Restano impresse due cose: la trovata di riprendere il traffico romano dall’alto e sovrapporre i due protagonisti che nuotano (poetica, usata due volte) e il fatto che il protagonista ha un fortissimo accento romanesco e suo padre un fortissimo accento toscano: sembra la riposta nostrana a Kung Fu Panda, là dove il panda guerriero dragone ha per padre un papero. Avevo scritto  che il film di Roan Johnson, di cui ricordavo il lieve Fino a qui tutto bene, era tv, dialettale, anche carina, ma forse non un film da Concorso. Il Concorso è passato, troppi film italiani sembrano da tv, la leggerezza c’è, forse persino insistita per fare “carino”. Magari non è un difetto, però…

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori