Lady Gaga e “Joanne”: coraggio, passione e cambiamento

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Cosa succede se la principessa del pop mondiale lascia in soffitta parrucche e costumi? Succede che incide un disco come Joanne.

Questa volta la nostra Lady Gaga riesce a stupire per sottrazione, sia a livello estetico che musicale. Il cambiamento di Miss Germanotta era già chiaro dal video del singolo di lancio di questo disco, Perfect illusion: capelli naturali legati con una coda, abiti sportivi e sexy quanto basta, stivaletti da combattente. Il tutto unito ad una canzone in cui la voce di Lady Gaga è in primissimo piano, come a voler mettere il punto sul suo innegabile talento, ed un arrangiamento con appena qualche accenno di elettronica.  Insomma, chi si aspettava un’altra Poker face, ha sbagliato di grosso. In realtà, il cambiamento di Lady Gaga parte già da un paio di anni a questa parte, in cui la cantante italo americana si è avvicinata al jazz e alla lirica, dimostrando un’attitudine camaleontica anche nell’uso della voce.
Joanne  è il risultato di una ricerca accurata a livello stilistico e tocca punti davvero profondi dell’emisfero emozionale, con canzoni come il pezzo che dà il titolo all’album, Joanne (che è anche il secondo nome di battesimo di Lady Gaga) dedicato ad una zia che non c’è più. Ritroviamo una Lady Gaga non solo al massimo delle sue capacità vocali ed emozionali, ma una ragazza che si priva delle maschere e lascia parlare l’anima. Alcuni pezzi sono particolarmente riusciti, come Million Reasons (secondo singolo dell’album),a mio parere una delle canzoni migliori della carriera di Lady Gaga, trascinante e liberatoria, Grigio Girls (che purtroppo fa parte solo della versione deluxe del disco e davvero mi è oscuro il motivo), Dancin’ In Circles e John Wayne.
Joanne è un disco ricco di sfumature, in cui si passa dal quasi rock di Perfect Illusion a canzoni molto ballabili come Dancin’ Circles, fino a pezzi soul come Come To Mama. Si ha la sensazione che Miss Germanotta abbia voluto esplorare tutto ciò che è in grado di fare, e sa fare davvero moltissimo. Sicuramente, i fan della prima ora potrebbero rimanere spiazzati da questo cambiamento, che però non solo non è così improvviso come sembra, ma è una naturale evoluzione di un’artista che a cantare ci tiene davvero, fino al punto da distaccarsi da ciò che il pubblico si aspetta da lei e da tutto il mondo pop che le ha da tempo consegnato lo scettro di principessa indiscussa. Lady Gaga è una delle poche artiste mainstream ad avere avuto successo non solo per la sua immagine forte e di grande impatto, grazie a repentini cambiamenti di look mai lasciati al caso, ma anche per la sua vocalità per niente banale. Perchè diciamolo: Lady Gaga sa cantare e ha una voce bellissima. Sembra assurdo detto parlando di una cantante professionista, ma è molto meno scontato di quanto si pensi, soprattutto nel mondo del pop. Ha coniugato immagine e arte facendone un tutt’uno indissolubile. E anche questa volta non si è smentita, accompagnando il disco con un’immagine di sé nuova, più naturale e vera. E se il disco non è tutto al top ( forse mi aspettavo qualcosa di più da Hey Girl, in duetto con Florence Welch), regala davvero momenti bellissimi e andrebbe ascoltato a prescindere se si è fan di Lady Gaga o meno. Perchè raccoglie un po’ tutte le sensazioni che si provano nella vita: dolore, amore, allegria, spensieratezza. Un turbinio che travolge piacevolmente senza annoiare e che permette di ritrovarsi nell’immagine di una star, che non è altro che una ragazza che ha deciso di cantare.

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Nata in Calabria, classe ’86. Un diploma di Liceo Scientifico che però mi ha portato ad una laurea in Lingue e Letterature straniere. La musica e la letteratura sono sempre state la colonna portante della mia vita in ogni loro sfumatura. Sognatrice ostinata ma realista al punto giusto.

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