The Cure, 10 canzoni per 40 anni di carriera

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Colossali, monumentali, immensi: i Cure stanno per sbarcare in Italia con il loro tour europeo ideato per festeggiare gli otto lustri di carriera. Nati nel 1976 (proprio in contemporanea con la nascita in Inghilterra del punk) sono una delle band più influenti del panorama rock. Sotto la guida di Robert Smith (l’unico dei vari componenti ad aver vissuto per intero tutta la storia della band) i Cure hanno prodotto tredici album in studio per un totale di oltre 190 canzoni. Di seguito una playlist per celebrare la loro carriera.

1.LOVE SONG (1989)
Il brano fu scritto da Robert Smith come regalo di nozze per la moglie Mary Poole. “Per quanto lontano sia/Io ti amerò sempre/Per quanto tempo mi fermi/Io ti amerò sempre/Qualunque parola io dica/Io ti amerò sempre”, recita il testo.

2.PICTURES OF YOU (1989)
L’ispirazione per la composizione del brano venne a Robert Smith a seguito di un incendio che scoppiò nella sua casa. Mentre il cantante passeggiava tra i resti di ciò che rimaneva della sua abitazione trovò il proprio portafogli che conteneva le foto di sua moglie Mary, per questo il titolo Pictures of You.

3.JUST LIKE HEAVEN (1987)
Questo brano è stato il primo vero successo americano dei Cure negli Stati Uniti, dove nel 1988 (anno di pubblicazione) riuscì a raggiungere la quarantesima posizione della classifica Billboard.

4.BOYS DON’T CRY (1979)
Il brano racconta di una storia d’amore giunta al termine: lui, essendo ancora innamorato di lei ma essendosene realmente accorto alla sua perdita, si addossa la colpa della fine del loro rapporto, accusandosi di averla trattata male, di averla data per scontata e di averla fatta soffrire.

5.FRIDAY I’M IN LOVE (1992)
La storia narra che durante la composizione Robert Smith si convinse di aver (senza volerlo) copiato la progressione degli accordi del brano. Questa convinzione gli causò un profondo stato di paranoia che terminò solamente con la pubblicazione del singolo.

6.LULLABY (1989)
Il brano è una rappresentazione in musica degli incubi di Robert Smith, in particolare della sua fobia verso i ragni. L’ispirazione gli venne dai suoi ricordi d’infanzia ripensando alla terrificante canzoncina che suo padre gli recitava quando non riusciva a dormire. «Mio padre – racconta Smithne tirava fuori sempre una. Avevano tutte un finale orribile. Erano cose del tipo “Dormi adesso, bel bambino o non ti sveglierai mai più…”».

7.THE LOVECATS (1983)
Si dice che per scrivere il testo Robert Smith si sia ispirato al romanzo di Patrick White, The Vivisector (1970).

8.CLOSE TO ME (1985)
Il videoclip del brano è considerato uno dei più belli della storia del rock. «Quello è stato uno dei primi video che abbiamo realizzato insieme a Tim Pope. Ricordo che all’inizio mi chiese quale fosse il vero significato della canzone e io gli descrissi la mia sensazione di claustrofobia con l’immagine di me e degli altri membri della band chiusi dentro a questo armadio sull’orlo di un precipizio. Era un’immagine che avevo in testa, totalmente aleatoria. Fu la prima cosa che mi venne in mente, un’immagine totalmente stupida, tipo Alice Nel Paese Delle Meraviglie. Lui la prese letteralmente e realizzò il video basandosi su di essa. È stato decisamente il video più scomodo che ho interpretato con la band», ha spiegato nel 2014 Robert Smith.

9.A LETTER TO ELISE (1992)
Il brano fu presentato in anteprima durante uno show ideato da MTV nel 1991. In quell’occasione i Cure eseguirono la canzone con un testo molto diverso rispetto a quello che uscì l’anno successivo nel disco Wish. Una delle influenze di Robert Smith durante la composizione del brano fu il romanzo Lettere a Felice di Franz Kafka.

10.HOT HOT HOT!!! (1988)
Il brano venne accolto tiepidamente dai fan più accaniti della band. In seguito all’uscita Robert Smith spiegò che il brano fu scritto con l’intento di assomigliare ad un brano degli Chic.

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Nasce a Viterbo nel marzo di un anno dispari. Il primo album che acquista è… Sqérez? dei Lunapop. Il suo sogno? Vedere i fratelli Gallagher ancora una volta insieme su un palco.

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