Zibba: Universo tour e un nuovo album in arrivo

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Manca ormai solo una data al termine dell’Universo tour di Zibba, che l’ha portato a girare i club d’Italia. Universo è il nome del nuovo singolo, che anticipa l’album in uscita l’anno prossimo, e Zibba questo ci tiene a sottolinearlo, tant’è che durante i suoi concerti propone il brano due volte. La prima solo chitarra e voce, la seconda con i suoi compagni, per chiudere la serata, accompagnando le danze di tutti.
In questo giro della penisola non poteva mancare Milano, città di tutti e di nessuno. Così l’altra sera l’Universo tour è passato anche dalla Salumeria della Musica, trasformandola in un piccolo salottino frequentato da amici spensierati.

«Abbiamo vissuto una stagione bella e sono molto felice. Queste sono le ultime date del tour e questa sera per me è un piacere chiudere davanti ai molti amici che sono venuti a sentirmi». Due ore di concerto, venti canzoni tra accordi e racconti. Sergio Vallarino, questo il nome all’anagrafe, sceglie la chitarra elettrica e due compagni, Andrea Balestrieri alla batteria, e Stefano Riggi, elettroniche e sax.
Muoviti svelto apre la serata, poco dopo le 10, la gran cassa picchia e Zibba attacca, ma la canzone fatica a trasportare nelle stesse atmosfere che si percepiscono su disco. La sua voce profonda e piena si appoggia sull’accompagnamento elettrico, la sua chitarra con tanto di capotasto – «qualsiasi chitarrista serio mi mozzerebbe una mano» -dialoga con batteria e il sax, che più volte arricchisce con intermezzi e code. Ma è nel bellissimo assolo su Il giorno dei Santi, degno del miglior interprete da palasport-tutto-esaurito, che Riggi mostra il suo meglio.

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Quelli di Zibba sono concerti ma anche incontri, perché le parole senza musica non mancano (qui l’intervista). Ogni canzone ha dietro una storia che viene raccontata, con la malinconia e lo sguardo nel vuoto, o con un sorriso di sbieco sulle labbra. Così Margherita, era quella ex stronza che lo lasciò mentre erano in viaggio diretti al concerto di Ligabue, perché «aveva troppi sbatti da fare». O Jovanotti che invece è il “colpevole” della nascita de La medicina e il dolore, insieme ad un piccolo scorpione che non ne volle sapere di andarsene dallo studio di registrazione dove Zibba dormiva, buttato per terra su un materasso. Così durante quella notte passata in bianco, dopo aver letto la mail di Jova che chiedeva una collaborazione, Zibba, insonne, scrisse il brano contenuto nell’ultimo album, Muoviti Svelto.

Cantautore delicato, dalle parole precise e dalle emozioni chiare, trova il suo punto di forza in una scrittura immediata, che non chiede interpretazioni. Sussurrando, senza urletti o piagnistei, se ne sta in disparte, immeritatamente, escluso dal mondo delle radio, certo non tutte. Così in concerto dedica Una parte di te ad Antonio Vandoni di Radio Italia: «C’è qualche radio che non ci passa per niente, alcuni addirittura dicono che dovrei smetterla di cantare e fare solo l’autore» e si gode il suo pubblico, ristretto ma felice.

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Vent'anni e un corso di studi a Milano. Soffro di Londonite da quando ho passato tre mesi nella capitale britannica e poi ho dovuto lasciarla. Una volta ho incontrato Paul McCartney, ma non l’ho riconosciuto.