Siae e i principali artisti italiani uniti contro il secondary ticketing

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Secondary ticketing: purtroppo si tratta di un’espressione divenuta ormai familiare ai fruitori di musica dal vivo. Un fenomeno che esiste da anni, ma su cui solo negli ultimi tempi ci si inizia a interrogare: che cos’è? Da chi è appoggiato? Come sconfiggerlo? Domande a cui, nel nostro piccolo, abbiamo provato a rispondere anche su Spettakolo! (clicca qui per leggere un articolo su questo fenomeno).
In Italia, il personaggio che, prima di chiunque altro, ha deciso di schierarsi apertamente contro il “secondary ticketing” è Claudio Trotta, numero uno di Barley Arts, che anche attraverso il nostro sito ha provato a far sentire la sua voce (qui e qui le nostre video interviste).
Ciclicamente, infatti, questo fenomeno balza agli onori (?) della cronaca. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, l’annuncio del concerto dei Coldplay, il 3 luglio a San Siro. Biglietti polverizzati in pochi minuti; e stessa sorte per quelli messi a disposizione per il live annunciato per il giorno successivo. Nel frattempo, naturalmente, i famosi siti di “secondary ticketing” continuano a offrire gli stessi biglietti a prezzi triplicati (quando va bene).
Un fenomeno che ha fatto indignare anche Altroconsumo, che ha deciso di segnalare TicketOne all’Antitrust per pratica commerciale scorretta.
Ultimo capitolo della “saga”? La petizione della Siae, dal nome #NoSecondaryTicketing, e di cui vi riportiamo il testo completo:

«I concerti rappresentano un’occasione importante non solo per gli artisti che incontrano il loro pubblico ma anche per tutti coloro che lavorano con professionalità e passione alla riuscita dell’evento. Come autori, artisti e operatori dello spettacolo siamo uniti contro chi specula sulla rivendita dei biglietti dei concerti attraverso alcuni siti web di secondary ticketing, una forma di ‘bagarinaggio online’. Il mercato secondario danneggia tutta la filiera, favorendo l’evasione e frenando opportunità di lavoro e di crescita economica nel settore dello spettacolo e della cultura. Siamo dalla parte del nostro pubblico che si ritrova ingiustamente a pagare anche fino a 10 volte in più i ticket di ingresso a causa di questo fenomeno. Promuoviamo la trasparenza del mercato e sosteniamo tutte le organizzazioni che danno valore al nostro lavoro e rispettano i consumatori. Per questo chiediamo l’abolizione del secondary ticketing attraverso l’oscuramento di tutte le piattaforme online che speculano sulla rivendita dei biglietti».

La petizione è stata firmata da numerosi artisti e personaggi che gravitano intorno al mondo dello spettacolo, tra cui: Alessandra Amoroso, Biagio Antonacci, Claudio Baglioni, Luca Barbarossa, Samuele Bersani, Mario Biondi, Andrea Bocelli, Luca Carboni, Caterina Caselli, Francesco De Gregori, Elio e Le Storie Tese, Elisa, Tiziano Ferro, Zucchero, Paolo Fresu, Raphael Gualazzi, Jovanotti, Mario Lavezzi, i Litfiba, Luciano Ligabue, Fiorella Mannoia, Emma Marrone, i Modà, Mogol, Gianna Nannini, Nek, Gino Paoli, Laura Pausini, i Pooh, Eros Ramazzotti, Danilo Rea, Francesco Renga, Tony Renis, Vasco Rossi, Giuliano Sangiorgi, Fabrizio Simoncioni, Antonello Venditti, il Volo.
Inoltre, vi hanno aderito anche alcuni tra i principali promoter italiani: Barley Arts, F&P Group, Riservarossa, Saludo Italia SRL, Trident Agency, Vivo Concerti.