Boosta, musica intelligente dentro la sua Stanza

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Davide Dileo aka Boosta aka fondatore dei Subsonica, decide che a quarant’anni una prova per capire dove si è arrivati ci vuole e debutta da solista con il disco La stanza intelligente. Un esordio che ha preso forma dentro al suo piccolo studio di registrazione torinese dove, abbandonati elettronica e sequencer, Dileo ha messo insieme pezzo dopo pezzo. «Ho la fortuna di suonare male, ma tutti gli strumenti». Punta sugli archi e procede per sottrazione, ottenendo un lavoro che si discosta dagli standard del pastone-elettronico-non-ho-nulla-da-dire, davvero molto in voga in questo periodo.

Boosta, di formazione classica, lo si capisce ascoltandolo quando parla, mette nel nuovo disco tutto quello che è stato fino ad oggi. Il titolo dell’album è quello di un saggio di David Weinberger sulla super coscienza collettiva, lo splendido booklet è una tavola illustrata che spiega i sintomi del mal d’amore amaro, i commenti alle canzoni indicano cosa di Boosta c’è in ogni brano. 20% tempo, 10% analisi, 35% spazi percorsi fretta, 20% batterie lontane di accompagnamento ad una frase melodica, 15% percezione fragilità, è tutto ciò che serve per ottenere il brano omonimo al titolo dell’album. 40% tranquillità, 30% poltrona, 20% notte e 10% calice di vino è invece ciò che occorre per gustarsi l’intero album. Tredici tracce, tre cantante singolarmente, dieci accompagnato da amici di tutto rispetto.
«Era la mia festa e ho invitato chi ho voluto, pensando a come la voce potesse sposarsi con il pezzo». Così dalla Stanza Intelligente passano ospiti come Giuliano Palma, Malika Ayane o Enrico Ruggeri.

boosta cover

Echi di letturatura (anche divulgativa), scienza, sociologia e musica d’altri tempi, come l’omaggio a Before and After Science di Brian Eno, si fondono per dare vita ad un disco delicato, come la sensibilità suo creatore, che ora ha più di un’idea nella testa. Innanzitutto pensare in che modalità portare live il suo primo disco, poi dedicarsi ad un nuovo libro, proseguire nella scrittura della colonna sonora per la seria 1993 e prendere il brevetto da pilota di linea.

«In questo disco c’è tutto quello che sono io e tutto quello che sono io è tutto quello che ho ascoltato»

La stanza intelligente, ingredienti:
5% ego cresciuto in ambiente controllato, 7% desiderio di stupire (riuscito, ndr), 5% spore di ammiccamento frutto degli anni passati sul palco, 12% lettura divulgativa, 20% riconoscimento ed accrescimento delle proprie capacità di comunicazione a fronte di un abbattimento del tempo perso, 10% della mia musica preferita, 11% bisogno di strumenti suonati per davvero. Aggiunte: 30% impressione personali ed elementi a piacere per decorare l’ascolto.

P.s Musica intelligente non ha nessun altro significato fuori da questo contesto, il binomio è stato usato per indicare qualcosa che arriva da lontano (27/9/74) e che continuerà ancora per molto, almeno fino a quando Davide Dileo avrà qualcosa da dire.

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Vent'anni e un corso di studi a Milano. Soffro di Londonite da quando ho passato tre mesi nella capitale britannica e poi ho dovuto lasciarla. Una volta ho incontrato Paul McCartney, ma non l’ho riconosciuto.