The Accountant. il commercialista da combattimento

Arriva il supereroe autistico, ragioniere e contractor. Occhio alle detrazioni

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The Accountant
di Gavin O’Connor
con Ben Affleck, Anna Kendrick, Jon Bernthal, Alison Wright, J. K. Simmons
Voto 7+

Se un bambino affetto da sindrome di Asperger (variante dell’autismo) fosse addestrato come un marine da un padre militare ossessivo a vincere le sue “debolezze” con la violenza, potrebbe diventare il mostruoso incrocio tra Rain Man, un commercialista per cartelli della droga e delle armi, un killer di Tarantino e un supereroe che vi fa risparmiare sulle tasse? Molto cinematografico. Difendo The Accountant perché la sua scommessa è usare la stazza volutamente inespressiva di Ben Affleck (recente Batman con forti problemi coi migranti spaziali come Superman…) per costruire questa chimera: un giovanotto che sembra Clark Kent, è un genio della contabilità, picchia e spara come un contractor, ha un passato terribile, plurime identità, una casa mobile in cui tiene contanti, lingotti e quadri di valore stellare (Renoir e Pollock), aiuta i deboli, punisce i violenti, fa beneficienza e, ovviamente, non ha la fidanzata. Troppo occupato a contenere le sue ossessioni e le sue simmetrie. In più è ironico. Autismo ironico? Che terreno pericoloso. The Accountant è una scommessa che a molti non piace perché è più facile innamorarsi di supereroi sarcastici e con poteri fantasy che non implicano domande “forti” e non sono imbarazzanti. Eppure, è una strada nuova nel variegato mondo dei serial killer che cominciano a mutarsi in vendicatori seriali… La storia è complicata e vi diciamo solo che sulle tracce del misterioso accountant si muove un’impiegata del Tesoro che non sa che sta per infilarsi in una sparatoria in cui Bruce Lee ha il cervello di un astrofisico e le doti del Conte di Montecristo (il vero supereroe, scusate, superuomo, secondo Gramsci…). E vive pure in un feuilleton…

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori