Little Steven sul palco con i Disciples of soul dopo 25 anni: nuovo album e tour nel 2017

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© Foto: Daniele Benvenuti

29 ottobre 2016, Londra, Indigo at the O2: introduce l’indimenticato Dave Clark, special guest Richie Sambora (concluso il suo set nell’arena a fianco con i Bad Company, è comparso prima armato di sola armonica e poi con la chitarra per il torrido bis conclusivo), esplicite e doverose dediche al fratellino “sfortunato” Southside Johnny. Due ore e 10′ sul palco con 14 musicisti (tre coriste e sezione fiati di cinque elementi, tra i quali anche Ed Manion) e salti a piè pari tra big band r’n’b, orchestra hard soul e garage r’n’r quasi Nuggets.

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© Foto: Daniele Benvenuti

Niente giogionamenti da celluloide, zero concessioni da piccoli fan abituati alle recite da stadio, bandite cover scontate e ruffiane, chitarra ispirata, eccellente controllo da band leader, qualche raro intoppo e la voce davvero eccellente quasi fino in fondo. I play the fool, All I want is everything, Coming back e I don’t wanna go home memorabili.

E persino un annuncio: nuovo album e tour nell’estate 2017. Ventidue i brani eseguiti con ampio saccheggio dal periodo Asbury Jukes, un paio di interessanti e promettenti brani inediti, scarsi recuperi dal periodo più politicizzato e anche da quello più mainstream e glucosico.

© Foto: Daniele Benvenuti
© Foto: Daniele Benvenuti

Straordinario anche l’opening act della Markus King Band (from Greenville, South Carolina) con un nuovo baby guitar hero arrivato in città che fonde southern raffinato Allman style a jam di classe e blues spudorato con un pizzico di sorprendente Doobie Bros qua e là.

La scaletta del concerto di Little Steven & The Disciples Of Soul del 29 ottobre 2016:

  1. Soulfire (The Breakers)
  2. Killing Floor (Howlin’ Wolf )
  3. Coming Back (Southside Johnny & The Asbury Jukes)
  4. Forever
  5. Inside of Me
  6. I Played the Fool (SSJ)
  7. The Blues Is My Business (Etta James)
  8. Until the Good Is Gone
  9. Ride The Night Away (Jimmy Barnes)
  10. Groovin’ Is Easy (The Electric Flag)
  11. All I Needed Was You (SSJ)
  12. Love Disease (The Paul Butterfield Blues Band) senza coriste
  13. Tributo a Southside Johnny
  14. She Got Me Where She Wants Me (SSJ)
  15. Some Things Just Don’t Change (SSJ)
  16. Trapped Again (SSJ)
  17. Down and Out in New York City (James Brown)
  18. Freedom con Richie Sambora (armonica)
  19. Walking By Myself (Jimmy Rogers)
  20. I Don’t Want to Go Home (SSJ)
  21. Bitter fruit (Cuba version)
  22. Goodbye
  23. (Bis) Can I Get a Witness (Marvin Gaye) con Richie Sambora (chitarra)
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Daniele Benvenuti
Daniele Benvenuti, triestino, classe 1968. Laureato in Scienze politiche, è giornalista professionista con ormai cinque lustri abbondanti di attività sulle spalle tra carta stampata, video e radio. Studioso di “popular music”, nonché autore di una monumentale tesi in Sociologia delle comunicazioni di massa (Sociologia della musica: Il rock e la comunicazione tra fan), tra le sue produzioni editoriali predilige biografie e monografie come quelle già dedicate a Bruce Springsteen (quasi tremila gli iscritti allo specifico gruppo Facebook 'All the way home') o ad atleti di prestigio. Già responsabile di uffici stampa nelle massime categorie sportive nazionali, attivo nel mondo del volontariato, è specializzato anche nella promozione di rassegne musicali ed eventi sportivi. È vicepresidente vicario dell’USSI FVG. Una casa letteralmente invasa da migliaia di vecchi vinili, musicassette, cd, stampe, locandine, foto e libri specializzati (tutto classificato con maniacale precisione…). Le sue opinioni costituiscono il sunto di quasi trent’anni di ascolto critico, archiviazione metodica, viaggi sgangherati e una caccia spasmodica alla “scaletta perfetta”.