Townes Van Zandt? Un songwriter da (ri)scoprire

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Townes Van Zandt

Cè sempre della musica che non hai sentito. C’è sempre un collegamento, un’affinità o semplicemente una casualità di incroci artistici che ti fa scoprire personaggi dimenticati e sovente sottovalutati. La cosa bella è che dopo per te diventano importantissimi e non li lasci più. Tempo fa stavo ascoltando The Guitar, brano bellissimo di Guy Clark, uno dei principali esponenti del country-rock texano, che annovera tra le sue personalità di spicco Waylon Jennings, Kris Kristofferson e Willie Nelson. Ebbene leggendo alcune note biografiche di Guy Clark è saltato fuori il nome di Townes Van Zandt. Dopo 20 secondi di ascolto su Spotify del brano Tecumseh Valley sono passato su iTunes e ho comprato immediatamente 3 dei suoi album. Steve Earle, cantautore nato in Virginia ma texano di adozione, affermò che Townes era sicuramente il migliore singer-songwriter del mondo, meglio del neo premio Nobel Bob Dylan. Frase provocatoria e forse esagerata ma significativa della stima e dell’alone di leggenda che circondano il personaggio.

Townes nasce nel 1944 a Fort Worth (Texas) da una famiglia di ricchi petrolieri. Da bambino gli affari di famiglia lo costrinsero a continui spostamenti e probabilmente questo influì sul suo carattere e sulla sua salute mentale. Si allontanò presto dagli agi alto borghesi e scelse una vita propria piena di difficoltà e di dolore. Fin da adolescente aveva cominciato a soffrire di una forte depressione e a tormentarsi in una sorta di male di vivere che lo accompagnerà per sempre. Disperato e dolce come pochi altri artisti, Van Zandt ci ha lasciato almeno una dozzina canzoni che possono tranquillamente stare alla pari con la migliore produzione di Dylan, di Cohen o di Neil Young.

Il suo stile sfiora spesso il blues alla Lightnin’ Hopkins, che è tra i suoi ispiratori. Su di lui aleggia anche l’anima del grande padre del folk e di Dylan, Woody Guthrie. I brani di Townes sono arrangiati con l’uso di raffinate trame di chitarra acustica e con radi interventi di altri strumenti. Spesso sono presenti leggere e discrete partiture di archi per enfatizzare la forte componente melodica delle canzoni.

I suoi testi dolenti e fatalisti sono spesso delle lunghe e sentite analisi del rapporto di coppia e delle relazioni umane in generale. L’uso della prima persona accentua ulteriormente l’atmosfera introversa, preoccupata e meditativa delle liriche, quasi si trattasse di una seduta di psicoanalisi che si sublima nella desolazione della musica country. Un poeta smarrito capace di comunicarci tutto il suo dolore e la sua infinita malinconia.

Una delle sue canzoni più belle, Pancho e Lefty, venne ripresa da Merle Haggard, Willie Nelson, Emmmylou HarrisSteve Earle, per ricordare solo le versioni più importanti. If I Needed You, una canzone presente nell’ album del 1972 The Late Great Townes, diventa 9 anni dopo un singolo di successo nella versione di Emmylou Harris e Don Williams. Nel settembre del 1981 esce come primo singolo tratto dall’album della Harris Cimarron e raggiunge il terzo posto nella Singles Chart Billboard Hot Country .

Townes Van Zandt muore a Smyrna (Tennessee) nelle prime ore del mattino del 1 gennaio 1997 a soli 52 anni. La causa ufficiale della morte è un’aritmia cardiaca. Da tempo abusava di alcol e droga e c’è chi parla anche di postumi di una rovinosa caduta dalle scale. Pure la sua morte, come la sua vita, è circondata da un alone di mistero.

La sua discografia:

For the Sake of the Song  pubblicato nel 1968 è il suo album di debutto. Contiene la prima versione del capolavoro Tecumseh Valley, la canzone che me lo ha fatto conoscere.

Our Mother the Mountain esce nel 1969. E’ tra i suoi album più importanti. Contiene perle come Be Here To Love Me, Snake Mountain Blues e la stessa Our Mother The Mountain.

Il terzo album Townes Van Zandt esce alla fine dello stesso 1969. Include nuove registrazioni di quattro canzoni già presenti nel suo primo lavoro.

Delta Momma Blues è il quarto album ed esce nel 1971. A differenza dei suoi precedenti album, registrati a Nashville, influenzati dal folk e dalla musica dei monti Appalachi, questo album, registrato a New York City, ha moltissime venature blues.

High, Low and In Between è sempre del 1971. Registrato a Los Angeles contiene una delle sue migliori canzoni To Live Is To Fly.

The Late Great Townes Van Zandt esce nel 1972. Questo album è considerato da molti il suo lavoro migliore e contiene due delle sue canzoni più eseguite da altri artisti: la ballata Western outlaw Pancho e Lefty e la dolce canzone d’amore If I Needed You. L’album comprende anche il lato sperimentale, dark e psichedelico di Van Zandt con l’epica canzone Silver Ships of Andilar.

Dopo sei anni di silenzio nel 1978 esce Flyin’ Shoes.

Nel 1987 realizza At My Window. Anche se Townes diventa col tempo sempre meno prolifico l’album dimostra che la qualità del suo materiale è rimasta sempre alta.

Con No Deeper Blue del 1994 termina la carriera discografica del cantautore. Morirà il giorno di capodanno di tre anni dopo.

 

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Dalla fine degli anni cinquanta ascolta musica internazionale. Dalla fine degli anni settanta lavora in sala di incisione. A volte scrive canzoni. Collabora con Vasco Rossi da oltre 30 anni. Ha lavorato per Stadio, Skiantos, Gaznevada, Edoardo Bennato, Alberto Fortis, Marco Conidi, Steve Rogers Band, Clara & Blackcars e altri. Non è un talent scout. Non è un manager o un impresario. Negli U.S.A. e nel Regno Unito si direbbe producer. Deve tutto a Elvis, ai Rolling Stones, a Dylan, agli Steely Dan, ai Black Sabbath e a Phil Spector. Il 22 gennaio 2016 esce il suo primo album da solista: La mia legge.

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