Ouija- L’origine del male. Prequel-sequel

Perché non conviene giocare con i morti. La spiegazione nel passato

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Ouija – L’origine del male
di Mike Flanagan
con Elizabeth Reaser, Henry Thomas, Kate Siegel, Lin Shaye, Doug Jones
Voto 6-

La tavoletta Ouija serve a parlare con i morti spostando un puntatore sulle lettere dell’alfabeto. Raccomandano di non usarla in un cimitero. Di più. In questi film chi porta all’occhio la lente del puntatore i morti li vede. Nel primo film del 2014 (Ouija di Styles White) la tavoletta ai nostri giorni più che contattare i morti i morti li produceva, senza troppa logica,  accompagnata dal solito repertorio di occhi rovesciati, levitazioni, possessioni, sorprese notturne, eccetera: una ragazza iniziava per gioco e per colpa dello spirito di Doris Zander, un bel po’ di cadaveri dopo,  doveva intervenire l’anziana sorella Paulina. Questo prequel – sequel spiega cos’era successo a Doris e a Paulina Zander negli anni Sessanta. La nonna aveva poteri medianici, la mamma fingeva di averli e si spacciava per medium usando trucchi, la sorella minore Doris li aveva sul serio, la protagonista Paulina li subiva. La novità è l’ambientazione anni Sessanta che continua (per contrasto) a fare riferimento alle missioni che porteranno l’uomo sulla Luna. L’uso degli anni Sessanta, a parte la luna, le macchine e i vestiti, si ferma lì, il repertorio del genere non-svegliate-il-morto-che-dorme è sempre quello e c’è anche una scombiccherata spiegazione che riguarda la cantina che non vi spiegheremo per non rovinarvi la sorpresa. Ma insomma…

 

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori