Roger Waters ne ha per tutti: dagli “insignificanti” Gilmour e Wright fino al “nazista” Donald Trump

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Roger Waters contro tutti.
Non è la prima volta che l’ex bassista dei Pink Floyd spara a zero sui suoi ex compagni di band e su argomenti riguardanti la politica, ma stavotla le parole sono state, se possibile, anche più pesanti del solito.

Intervistato nella tramissione WTF di Marc Maron, Roger ha dichiarato: “All’interno dei Pink Floyd mi sono sempre sentito un po’ insignificante e inetto. Più di recente, nel corso degli anni, ho realizzato di avere un cervello musicale abbastanza sofisticato e che percepisco un sacco di cose che gli altri non riescono ad avvertire.
Penso che allontanarmi dai Pink Floyd, e lo dico sul serio, sia stato importante nel momento in cui l’ho fatto: era un ambiente veramente tossico, quando ero circondato da alcune persone. Soprattutto David e Rick hanno sempre cercato di trascinarmi verso il basso e sminuirmi su tutto dicendo che non capivo nulla di musica: ‘Oh, lui è solo la figura noiosa dell’insegnante che vuole dirci cosa fare, ma non sa neanche accordarsi la chitarra’.
Erano molto taglienti e arguti, credo perchè si sentissero insignificanti. Non gli sto dando addosso. Quegli anni in cui siamo stati insieme, qualunque cosa fosse a livello sociale, non c’è dubbio che abbiamo prodotto degli ottimi lavori.”
Riflettendo sulla sua eredità musicale, Roger ha detto che sarà ricordato come quello che ha cambiato le regole del giorno per i concerti live: “Il mio più grande contributo al rock’n’roll, a parte aver scritto alcune canzoni decenti, è stato veramente sviluppare il teatro della scena rock, cosa che ho fatto praticamente da solo a partire dalla metà degli anni ’70”.

Passando a parlare di politica, argomento da sempre caro al bassista, ha definito il canditato per le presidenziali americane Donald Trump in questi termini: “Il passo è breve per arrivare ad un fascismo totale, ad un completo stato di polizia, ed è sempre insidioso quando questa possibilità si insinua. E’ stato insidioso in Germania negli anni ’30. Il ‘Trumpismo nazionale’ si sente meno insidioso, ma è altrettanto pericoloso.
Il metodo per conquistare il potere nella nazione e per farla diventare uno stato di polizia totalitario è sempre lo stesso, è sempre l’identificazione dell’altro come nemico. Nel caso di Trump sono i cinesi, i messicani e l’Islam. Con Hitler erano gli ebrei, i comunisti e gli zingari, chiunque avesse una deformità fisica, gli omosessuali.”
Come nella Germania prima della Seconda Guerra Mondiale, quest’America è un ambiente maturo per una figura totalitaria come Trump: “Hai una popolazione che si sente sconfitta, come i tedeschi dopo il trattato di Versailles, gli standard di vita di ognuno stanno crollando, le libertà che sono sancite nella Costituzione, nella Carta dei Diritti, te le stanno lentamente portando via.”
Waters ha poi elogiato il Presidente Obama per essere riuscito a governare in condizioni tutt’altro che ideali, ma ha elogiato anche Edward Snowden: “In generale l’eredità di Obama sarà guardata con orgoglio. Ha fatto del suo meglio, aveva le mani legate e non siamo sicuri da chi. Qualcuno sta legando le mani degli uomini buoni. Per questo è così importante applaudire Edward Snowden come grande eroe della Repubblica, per aver dato a tutti noi una possibilità lievemente maggiore di poter vedere cosa c’è dietro le porte chiuse.”

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Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".