Quella volta del Liga a Sanremo

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Luciano Ligabue con i Clandestino (1991)

Nel 2011 Ligabue diceva: «Ho l’impressione che a Sanremo ultimamente ci si concentri un po’ troppo sui sederi delle presentatrici e troppo poco sulla musica». Tre anni dopo, invece, ci sarebbe andato come ospite, su invito di Fabio Fazio. Addirittura non per una sola serata, ma per due: la prima a omaggiare Fabrizio De André, la seconda per un mini-recital tutto suo.

Ma è proprio vero che fino a quel momento Luciano non aveva mai partecipato al Festival di Sanremo? Tecnicamente sì: al Festival vero e proprio non era mai andato (al Club Tenco invece sì). Ma nel 1991, pochi mesi dopo aver pubblicato l’album d’esordio, partecipò a una manifestazione collaterale collegata al Festival: quell’anno lo organizzò Adriano Aragozzini e durava la bellezza di due settimane. La 41esima edizione di Sanremo si svolse dal 27 febbraio al 2 marzo. Invece la settimana precedente in un tendone sul lungomare si svolse Sanremo International: c’erano numerosi ospiti italiani e stranieri presentati da Elisa Satta e Carlo Massarini. Registrarono, rigorosamente in playback, alcuni special trasmessi da Rai 1 nelle settimane successive. Luciano partecipò alla serata del 21 febbraio.

Al dopo-show ho dedicato una pagina del mio libro Liga. La biografia: «Finita la registrazione, Luciano e i suoi musicisti vanno a cena al ristorante La Pignese.

C’ero anch’io, assieme ad altri giornalisti, quindi sono stato testimone oculare di una festa andata avanti fino a tardi caratterizzata da un’euforia incontenibile: quella sera gli comunicano che l’album è ufficialmente diventato “disco d’oro”, cioè ha superato le centomila copie vendute.

“Eravamo al settimo cielo dalla gioia” racconta Luciano Ghezzi “e alzammo parecchio il gomito. Al quinto, sesto giro di vino avevamo preso una balla colossale: i bicchieri andavano in frantumi, mentre il boss della casa discografica rassicurava il proprietario del ristorante: “Pago io, pago io. Non c’è problema!”. A un certo punto un noto critico musicale si ritrova a viaggiare per la sala sul carrello dei dolci, mentre noi facciamo di tutto per sputtanare quel po’ di reputazione che avevamo acquisito con i giornalisti e gli addetti ai lavoro presenti alla cena. Io passai tutta la sera a infastidire Chris Rea, nostro vicino di tavolo. Come se non fosse sufficiente, alla fine ci portano in un locale, ci fanno scendere dal baule della nostra mitica Ford Sierra su cui ci avevano caricati, e ci ritroviamo su un palco gestito da Pino Di Costanzo. La performance si limita a due pezzi: Balliamo sul mondo eseguita alla velocità di Non è tempo per noi, e Bar Mario in tutte le tonalità del mondo. Il giorno dopo un quotidiano esce con un articolo piuttosto pepato dove si parla di Ligabue e i Vomitosi. Però quella sera abbiamo capito che le cose stavano cominciando ad andare nella giusta direzione». liga-cover-bur-copia

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Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".