La ragazza del treno. Finestrino sul cortile

Ovvero, cosa vide Rachel e cosa pensò di aver visto

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La ragazza del treno
di Tate Taylor
con Emily Blunt, Haley Bennett, Rebecca Ferguson, Justin Theroux, Luke Evans
Voto 6/7

In teoria i milioni di lettori di Paula Hawkins lo sanno già. Ci sono tre donne. Rachel, castana, è la ragazza del treno. Ogni giorno prende un treno, sempre lo stesso, e là dove rallenta lei spia una casa vicina a quella in cui ha abitato. Rachel è alcolista, bugiarda, voyeur, confusa e disoccupata. Soprattutto mente a se stessa. È disperata. Nella casa che spia c’è una coppia: la ragazza del treno immagina che il loro sia l’amore perfetto. La donna in quella coppia è bionda e si chiama Megan,  ha un matrimonio in crisi, una vita sessuale turbolenta, forse un tradimento in atto. Che Rachel “vede” dal treno. Megan era la babysitter di Anna: Anna è bionda, ha sposato l’ex marito di Rachel, abita nella casa che era di Rachel, ha avuto una figlia che affidava a Megan.  Trovano Megan morta e la ragazza del treno viene presa dal dubbio d’averla uccisa confondendola con Anna. Ma la sua personale indagine la sposta da una confusione all’altra, semina dubbi e insospettisce la polizia: Rachel confonde il marito di Megan, l’analista di Megan, l’ex marito e Anna, a cui forse ha tentato, un giorno, di rubare (o di cullare?) la figlia. Chi beve troppo non può fidarsi dei suoi ricordi. Lasciamo stare il romanzo, di ambientazione inglese: il film, riambientato nei sobborghi di New York, ha una cadenza ipnotica, circolare, diversa dai gialli a base di rimorsi. Rinvia (con le dovute proporzioni) alla Finestra sul cortile, a Attrazione fatale, soprattutto a  L’amore bugiardo- Gone Girl di Fincher. Ma qui è come se ci fossero tre protagoniste sullo stesso piano, fuse da una cronologia ossessiva, dallo  spiare alcolico, dalla con-fusione dei piani narrativi e dei ruoli dei tre uomini. Si potrebbe dire che non è cinematografico nel senso classico: è distribuito su bersagli finti, non ha i canonici tre passaggi (preparazione, svolgimento, soluzione) e può nel suo post-femminismo thriller può risultare sia intrigante che disturbante perché il percorso verso il finale suona sia onirico sia incredulo. Chi ha già letto il romanzo non sveli il finale. Ma poi importa?

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori