“Supersonic”: un racconto intimo e senza filtri che mette in luce i veri Oasis

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«Gli Oasis erano come una ferrari: bella da guardare, bella da guidare ma sempre pronta a perdere il controllo. Gli Oasis era grandi, la loro forza erano eravamo io e Liam. Ma è anche ciò che alla fine ha messo in ginocchio la band», dice Noel Gallagher nel trailer di Supersonic, il film che racconta la (vera) storia degli Oasis dagli esordi fino ai due mega eventi al Knebworth Park. Il docu-film, che è già stato presentato in Inghilterra e in Irlanda lo scorso 2 ottobre, sarà proiettato in Italia nei giorni 7, 8 e 9 novembre.

Un film nato da un’idea di Simon Halfon e realizzato dal regista Premio Oscar Mat Whitecross. «Volevamo fare un film su Joe Strummer – racconta il regista – che però non è andato in porto. Un giorno, Simon mi ha chiamato di punto in bianco per chiedermi se mi piacevano gli Oasis. Io e la produttrice Fiona Neilson abbiamo immediatamente aderito al progetto. Ne eravamo entusiasti. C’è qualcosa di molto romantico nell’Inghilterra di quegli anni e considerando la storia del film e i suoi protagonisti era impossibile non restarne affascinati. Ma la cosa che personalmente trovavo più interessante erano i due fratelli, il loro rapporto e la loro estrema sincerità. E poi il percorso artistico della band: hanno lavorato sodo e il successo hanno dovuto sudarselo».

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Supersonic è basato esclusivamente su materiale di repertorio (proprio come il film AMY), con le voci dei protagonisti e dei loro contemporanei che raccontavano la fantastica storia della band di Manchester. «Noel non aveva nessuna voglia di vedere sullo schermo vecchi rocker che parlavano dei bei tempi andati – continua il regista – e personalmente pensavo che la voce narrante fosse un ottimo modo per mantere la freschezza del racconto. Tra l’altro, sapevamo che difficilmente Noel e Liam avrebbero accettato di farsi intervistare insieme, e con le voci fuori campo potevamo dare allo spettatore l’impressione di ascoltare una conversazione a due. A parte la bellezza della musica e la personalità dei fratelli Gallagher, ci sembrava che il momento più significativo nella storia della band fossero i tre anni culminati nella partecipazione al festival di Knebwort».

Un racconto intimo e senza filtri che mette in luce i veri Noel e Liam – turbolenti e sinceri, appassionati e imperturbabili – ripresi durante la scalata al successo, nell’occhio del ciclone, prima che chiunque potesse immaginare l’impatto che avrebbero avuto sul pianeta. «O li amavi o li odiavi, gli Oasis. Non c’erano vie di mezzo. Ignorarli era impossibile. Entravano nella tua vita anche se non eri un fan del rock, attraverso i notiziari, i giornali, le classifiche. Perfino a tua madre poteva capitare di fischiettare ‘Wonderwall’. Non so se oggi la gente sia ancora capace dello stesso trasporto per un gruppo e la sua musica. È da parecchio tempo che il nostro paese non è unito nella passione per una stessa band», conclude Mat.

Tutto questo e molto altro nel docu-film nei cinema il 7, 8 e 9 novembre.

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Nasce a Viterbo nel marzo di un anno dispari. Il primo album che acquista è… Sqérez? dei Lunapop. Il suo sogno? Vedere i fratelli Gallagher ancora una volta insieme su un palco.

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