41 anni fa i Sex Pistols scrivevano la storia del punk

565
0

In occasione dei 40 anni del Punk, oggi arriviamo ad un anniversario molto importante, quello del primo concerto dei Sex Pistols. Prima però ripercorriamo brevemente i primi anni di vita della band.

Il primo nucleo del gruppo nasce nel 1972 con il nome di The Strand: viene fondato da Steve Jones insieme al batterista e compagno di scuola Paul Cook. Dopo molti cambi di formazione e fasi di assestamento, sarà l’incontro con il vecchio manager dei New York Dolls Malcolm McLaren a segnare la svolta decisiva per la band.
McLaren, che ben presto divenne il manager della band, era proprietario del negozio Let it Rock, che poi prese il nome di SEX, nel quartiere di Chelsea, una delle zone più lussuose di Londra: la boutique, specializzata nel lanciare l’anti-moda e che fece da apripista all’abbigliamento punk, diventerà un vero e proprio punto di riferimento per la scena punk inglese. Nel negozio lavorava come commesso Glen Matlock, che ben presto si unì al gruppo nelle vesti di bassista. Dopo di lui si aggiunse anche il cantante Johnny Rotten. Il gruppo venne ribattezzato Sex Pistols.
Il gruppo suonò il suo primo concerto col nome di Sex Pistols al Saint Martins College il 6 novembre del 1975. La formazione comprendeva Steve Jones alla chitarra, Paul Cook alla batteria, Glen Matlock al basso e Johnny Rotten alla voce.
La band  Sex Pistols, all’epoca del loro primo concerto, suonavano insieme da due mesi scarsi. In quella serata suonarono a sostegno di un gruppo di pub rock chiamato Bazooka Joe.
I Sex Pistols iniziarono lo show eseguendo alcun cover, tra cui Substitute degli Who: c’erano circa una ventina di spettatori. Prima di poter suonare i pochi brani originali, i Bazooka Joe staccarono la spina. Pare ci fu anche una breve scazzottata tra i membri delle due band, dopodiché la prima esperienza live dei Sex Pistols si concluse. Questa la locandina e la scaletta dove i Pistols compaiono solo come Support Band:

primo-concerto-sex-pistols

SETLIST
1.Did You No Wrong
2.Substitute (The Who cover)
3.Don’t Give Me No Lip Child (Dave Berry cover)
4.What’cha Gonna Do About It (Small Faces cover)
5.Seventeen

Dopo quel concerto, la band continuò a suonare nei college inglesi, per poi spostarsi nei club. Il resto della storia lo sappiamo: la pubblicazione del loro unico album “Never Mind the Bollocks, Here’s the Sex Pistols”, l’arrivo di Sid Vicious nella band.
Una storia di quelle brevi ma intense, rabbiose, fatta di scandali, violenze, eccessi e provocazioni, nel pieno rispetto della tradizione punk. Una band che si consumò rapidamente sotto i suoi eccessi, ma che comunque lasciò il segno.

CONDIVIDI
Nasce a Roma nel 1989 pochi mesi prima che cada il muro di Berlino. Studente di Storia, non religioso, beatlesiano convinto. Fino al 2015 ha gestito la webzine Robadarocker.com. Poeta a tempo indeterminato, rockettaro nel cuore, ama scrivere di musica.