Bruce si schiera con Hillary: stasera insieme sul palco a Philadelphia

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Non è mai stato in dubbio il voto di Springsteen, non c’è mai stata una sola possibilità che potesse non votare per i democratici. Lo ha sempre fatto capire in tutte le sue canzoni, lo ha ribadito nella sua autobiografia attraverso le parole di sua madre “Siamo democratici perché abbiamo sempre lavorato”. Ma fino a questo momento Bruce – che pure aveva partecipato attivamente alle campagne elettorali di Barack Obama nel 2008 e nel 2012 – non era ancora sceso in campo apertamente per Hillary Clinton. Evidentemente pensava non fosse necessario. E invece dopo il preoccupante avvicinamento del candidato repubblicano, che Bruce ha definito senza mezzi termini, in più di un’occasione, “un deficiente” (“He’s a moron”), Springsteen ha deciso di salire sul palco dell’Independence Hall di Philadelphia questa sera nel comizio che chiuderà la campagna presidenziale di Hillary Clinton. Insieme a lui – oltre alla famiglia Clinton al completo (Bill e Chelsea) – ci saranno anche Michelle e Barack Obama, e Jon Bon Jovi. Tutti insieme per scongiurare il pericolo rappresentato da “un idiota” che potrebbe diventare Presidente degli USA.

Bruce Springsteen non ha mai fatto mistero delle sue convinzioni politiche (basterebbe ascoltare le sue canzoni), e già nel 2004 si scherò a favore del candidato democratico, all’epoca John Kerry, prendendo parte al Vote for Change Tour (40 concerti in altrettante città americane) che vedeva riuniti sul palco diversi artisti tra cui i R.E.M., John Fogerty, Bonnie Raitt, Dave Matthews Band, James Taylor, Pearl Jam, Jackson Browne, le Dixie Chicks, John Mellencamp, Ben Harper, Death Cab For Cutie, Tracy Chapman, Jurassic 5, Keb’ Mo’, Bright Eyes, Kenny “Babyface” Edmonds, My Morning Jacket. Allora però – nonostante le voci di brogli elettorali in Florida (dove il Governatore dello Stato era Jeb Bush, fratello del candidato repubblicano) – gli sforzi di Bruce e colleghi non servirono alla causa e George W. Bush divenne Presidente. Sappiamo invece che nelle successive due elezioni (2008 e 2012) Bruce si è schierato immediatamente dalla parte di Obama, scrivendo anche un brano per lui – “Working On A Dream” – presentato per la prima volta a Cleveland, in Ohio, il 2 novembre del 2008 proprio durante il comizio di Obama. Stesso discorso 4 anni dopo quando Bruce suonò in chiusura di campagna elettorale, il 5 novembre a Madison nel Wisconsin), arringando la folla a suo modo, con la chitarra al collo, e intonando una sentitissima “Land Of Hope And Dreams”. Nel corso degli anni, nonostante la stima reciproca, Springsteen non ha risparmiato critiche al Presidente Obama, pur mantenendo le sue convinzioni democratiche, anzi proprio per quello.

Per questo stesso motivo Bruce questa sera salirà di nuovo su un palco per sostenere la causa democratica. Lo farà – a mio parere – per appoggiare quella che secondo quanto lui stesso ha dichiarato a Rolling Stone sarà un ottimo Presidente, ma soprattutto per scongiurare il pericolo che “un deficiente” possa diventare Presidente del Paese più importante del mondo, quello che nel bene e nel male determina (anche) le nostre sorti. Personalmente non amo Hillary, personalmente ritengo che Bernie Saunders fosse un candidato migliore, personalmente sono fermamente convinta che l’attuale candidato repubblicano sia un pericolo per tutto il mondo. Per questo sono contenta che Bruce Springsteen si spenda – anche questa volta – per la causa democratica. Di “deficienti” ne abbiamo già tanti qui, ma uno alla Casa Bianca sarebbe davvero una minaccia colossale per tutto il mondo. Lo sapete anche voi che gli Stati Uniti hanno armi nucleari, e lo sapete anche voi che il Presidente è pure capo delle forze armate, con potere decisionale totale, no? Ve lo immaginate “un deficiente” (per di più razzista – supportato dal Ku Klux Klan e dal partito neo-nazista americano – omofobo e sessista)  nella stanza dei bottoni?!?!?!

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Patrizia De Rossi
Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati due su Luciano Ligabue: Certe notti sogno Elvis (Giorgio Lucas Editore, 1995) e Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue (Arcana, 2011). Uno (insieme a Ermanno Labianca) su Ben Harper, Arriverà una luce (Nuovi Equilibri, 2005) e uno su Gianna Nannini, Fiore di Ninfea (Arcana). Il suo ultimo libro, scritto con Mauro Alvisi, s'intitola "Autostop Generation" (Ultra Edizioni). Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.