La pelle dell’orso. Un viaggio iniziatico

Domenico che salì sulla montagna ragazzo e ne scese uomo

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La pelle dell’orso
di Marco Segato
con Marco Paolini, Leonardo Mason, Lucia Mascino, Paolo Pierobon, Maria Paiato
Voto 7

Italia di montagna anni Cinquanta, nel nordest, da qualche parte in quota. Una cava di pietra: Pietro (Paolini), padre ruvido del quattordicenne Domenico (Mason), vedovo, ex galeotto di brutto carattere e mano pesante, che forse usa la dinamite male (tutti lo chiamano Bestia), si offre di abbattere col vecchio fucile militare l’orso Diaol (diavolo) che ha ripreso ad abbattere capi di bestiame. Se torna con la pelle dell’orso avrà una piccola fortuna e si riscatterà. Se no dovrà un anno di lavoro gratis a Crepaz, il padrone della cava. La servitù. Pietro parte e Domenico lo segue di nascosto.  È un viaggio iniziatico: il ragazzo scopre la montagna di notte, la donna, la morte. E impara che il padre, sotto una pelle che resiste ai morsi di vipera, ha un cuore gonfio di rimorsi. Dal viaggio iniziatico Domenico torna uomo e messo il vestito della festa si presenta a reclamare il destino del padre. Film di silenzi, cose e persone ruvide, solitudine e povertà nella natura selvatica: la semplicità di Segato, che esordisce nel lungo di fiction, viene dal documentario ed è ottenuta attraverso un buon lavoro di lima in sceneggiatura (a sei mani, lui, Paolini e Enzo Monteleone) dal romanzo omonimo di Matteo Righetto, e resiste alle tentazioni delle metafore e delle retoriche.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori

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