I Pooh chiudono la loro carriera a Bologna. 50 anni di storia in un unico concerto

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50 anni di Pooh. Un anno trionfale che li ha visti protagonisti di un tour che ha toccato le più grandi città italiane, da Milano a Roma, passando nella splendida cornice dell’Arena di Verona e che si concluderà il 30 Dicembre nella città che li ha visti nascere: Bologna.

Sono stati proprio loro a raccontarci la scelta di questa città nella conferenza stampa che si è svolta dopo il soundcheck del loro concerto di questa sera all’Unipol Arena di Bologna. «Questa è un’occasione particolare‘», dice Dodi Battaglia, «il lancio del nostro ultimo concerto in carriera. Non è casuale la scelta di Bologna, perché i Pooh nascono a Bologna e molti di noi negli anni sono diventati bolognesi. C’è un legame importante con questa città. Siamo molto emozionati».

«A me hanno chiesto di entrare nei Pooh proprio a Bologna, per dirvi quanto sono legato a questa città», racconta Roby Facchinetti, «Ricordo che i primi anni io e Riccardo Fogli alloggiavamo nelle pensioni più economiche di Bologna. Erano anni di sacrifici, in cui sognavamo di diventar qualcuno, anni in cui sembrava tutto più facile. Bastava che sapessi suonare uno strumento e ti si aprivano mille porte, ma allo stesso tempo era un periodo in cui nascevano migliaia di gruppi ogni giorno ed ogni sera ne morivano altrettanti».

La storia di questi 50 anni si concluderà in maniera diversa rispetto agli spettacoli fatti fino ad ora. «Non ci aspettavamo di arrivare fin qui. Eravamo partiti con l’idea di fare solo i concerti di Milano e Roma», spiega Red Canzian, «Poi in un paio di settimane sono andati sold out e ci hanno chiesto di replicare. Così abbiamo inserito anche la Sicilia. Ci hanno detto poi che era disponibile l’Arena di Verona. Ma in un secondo si è riempita. Allora abbiamo inserito la seconda data. Sold out pure quella, ed abbiamo fatto la terza. Allora ci siamo detti che non potevamo non fare un giro per l’Italia, così i concerti sono diventati 35/40. Dico questo perché molti ci han chiesto se, in caso di tutto esaurito, ci sarà anche un concerto il 31 Dicembre. No! Il 30 sarà l’ultimo. È giusto che la gente che vuole essere con noi per l’ultima sera sappia quando sarà. E sarà il nostro abbraccio finale, costruito in tema speciale». La scelta di farlo in un posto chiuso non è casuale, «Ci permetterà infatti di ricevere un abbraccio maggiore da parte del pubblico» dice Battaglia.

L’’abbraccio finale’ è sicuramente il tema principale di questo tour. Tutti e cinque, più volte, hanno specificato quanto importante sia per loro questo aspetto. «Quest’ultimo concerto sarà differente da quelli trascorsi» spiega Stefano D’Orazio. «Per prima cosa il pubblico sarà in piedi, inoltre ci sarà una passerella che attraverserà tutto il parterre e ci permetterà di muoverci sul palco e di dare, e ricevere, in modi diversi l’abbraccio del pubblico. Un abbraccio che stiamo aspettando molto perché la risposta che abbiamo ricevuto durante questi mesi è stata straordinaria. Solo pensare a quest’ultima data però è molto emozionante».

Sulla stessa lunghezza d’onda Riccardo Fogli «Siamo molto felici».

Il pensiero non può non andare a Valerio Negrini, il fondatore e compositore del gruppo, scomparso nel 2013 «Aveva una marcia in più, lo immaginiamo lassù, e sicuramente si farà una risata guardandoci», ricorda Dodi Battaglia.

I biglietti per la data conclusiva di Bologna sono disponibili in prevendita su TicketOne, circuiti di vendita e prevendite autorizzate.

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Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l’Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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