Fai bei sogni. Bell’incubo

Bellocchio mette in pellicola Gramellini

50
0

Fai bei sogni
di Marco Bellocchio
con Valerio Mastandrea, Bérénice Bejo, Guido Caprino, Nicolò Cabras, Dario Dal Pero
Voto 7/8

Non ho letto il romanzo di Gramellini. Sapevo vagamente che era autobiografico e affrontava l’uscita da un lutto lunghissimo, che era un bestseller e longseller. Ora che ho visto il film di Bellocchio e ho un bel sapore acido in bocca devo dire che il ragazzaccio Bellocchio (classe 1939) è l’autore italiano più giovane, più bravo a girare e più arrabbiato in circolazione al momento. La prima parte del film sul bambino che ha un complesso edipico grande come lo schermo e si scontra con la morte misteriosa della madre che gli ha appena sussurrato “Fai bei sogni” è quasi disturbante. La crescita del bambino accompagnata dai segnali confusi della perdita e delle giustificazioni che non tornano è trattata con rabbia e pudore. Il bambino che diventa il giornalista che si sposta dallo sport alle cronache sul fronte jugoslavo e infine alle rubriche di posta dei lettori con successo folgorante forse è la più debole, da immaginario televisivo (la più conosciuta in tv, diciamo), ma Mastandrea ci mette la sua faccia dolente e mai ovvia e la salva. Il finale con la rivelazione suona un po’ feuilleton, ma può essere vero, la vita è strana, il dolore coerente, e come il cinema di Bellocchio insegna, il ridicolo a volte è l’altra faccia dello strazio. Anche la curiosa annotazione di Bellocchio che questo sarebbe un film su commissione…

CONDIVIDI
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori