Genius. L’uomo che fu i suoi libri

Come Maxwell Perkins trasformò il magma di Thomas Wolfe in libri

22
0

Genius
di Michael Grandage. Con Colin Firth, Jude Law, Nicole Kidman, Laura Linney, Guy Pearce
Voto 7

Adesso è di moda parlar male di Jude Law, che ha fatto (o proprio perché ha fatto)  lo Young Pope di Sorrentino (che sta diventando il test di Rorschach degli spettatori su Internet: ognuno ci vede quel che vuole e che probabilmente ha dentro…). Forse lo massacreranno anche per questo Genius, in cui interpreta lo scrittore Thomas Wolfe (quello di Angelo guarda il passato) che fu in effetti genio e sregolatezza, perché lo fa con  il realismo che si usava nella Hollywood del tempo che fu, mimando genio e sregolatezza. E diranno che è invece bella la recitazione di Colin Firth (che è bella) perché al solito è sintetica. Il film di Grandage (regista di teatro, debuttante al cinema su sceneggiatura di John Logan sulla biografia dello specialista Andrew Scott Berg) ha un titolo doppio: Genius può servire a definire il grande scrittore ma anche il grande editore, quel Max(well) Perkins della Scribner’s & Son che nel film non si toglie il cappello neanche a tavola e che a suo tempo “scoprì” (e oggi può sembrarci facile) gente del calibro di Hemingway (che gli dedicherà Il vecchio e il mare), Fitzgerald, Caldwell e “costruirà” il James Jones di Da qui all’eternità. Perkins era l’editor talent scout, padre e fratello  che li convinceva a scrivere e a riscriver e  fece di loro quel che noi ora leggiamo. Genius è all’inizio la storia del manoscritto lutulento e infinito di O Lost (uscito di recente in integrale come O Lost. Storia della vita perduta) che Perkins modellò tagliando 90 mila parole con il titolo di Angelo guarda il passato, e dello tribolato psicodramma che partorì Il fiume e il tempo, tra Wolfe che scalpitava nella figura di figlio disperso e Perkins che pazientava in quella di padre putativo. La struttura del film  di Grandage è in apparenza tradizionale. Come sa fare il teatro con le biografie

CONDIVIDI
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori