Tra fantasia e realtà, Massimo Bonelli ci racconta La vera fiaba di EmJay

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Massimo Bonelli

Quello di Massimo Bonelli è un nome ben noto ai lettori di Spettakolo. Una vita trascorsa “dietro le quinte”, a contatto con le stelle più luminose della musica italiana e internazionale, narrata sulle nostre pagine con dei racconti che sono una continua commistione tra fantasia e realtà. E proprio uno di questi, La vera fiaba di EmJay, la favola che racconta la straordinaria storia del folletto Michael Jackson, ha da poco trovato vita sulle pagine dell’omonimo libro edito da Lupetti Editore.

massimobonelli_foto«Vorrei dirti che questo libro è una mia idea, ma non posso; però si tratta di qualcosa che riguarda tutti noi collaboratori di Spettakolo», mi racconta Bonelli. «Circa un anno fa, ho scritto uno dei miei tanti racconti che fanno parte del blog Una vita tra pop e rock all’interno di Spettakolo. Si trattava di una favola molto fantasiosa, che però aveva anche un parallelismo con la realtà: un racconto su Michael Jackson. Un editore l’ha letto, gli è piaciuto e mi ha contattato per chiedermi se mi andasse di scrivere libro vero e proprio. E così mi sono messo a scrivere questo libro, con non poca difficoltà, perché, mentre quando parlo sono piuttosto prolisso, quando scrivo tendo a essere sintetico».

1mondo-lontanissimo-chiamato-popIl racconto è anche un viaggio attraverso i colori, arricchito dai disegni di Gianna Amendola: «Ho incontrato Gianna per la prima volta l’altra sera alla conferenza stampa. E’ una ragazza napoletana, molto brava, ma ho visto i suoi disegni solo a lavoro ultimato: diciamo che la ragazza leggeva la favola e nel frattempo disegnava».

Un libro, dicevamo, in cui realtà e fantasia si insinuano l’una nell’altra, cullando il lettore in un mondo fiabesco popolato da suoni e colori: «L’altro giorno, alla presentazione del libro che ho fatto a Milano, c’era anche Eleonora Fiorani, saggista straordinaria, docente di musica e letteratura al Conservatorio. E lei ha detto delle cose sul mio racconto che mi hanno enormemente gratificato e onorato. Lei sostiene che il mio sia un libro che un adulto può raccontare a un bambino, ma che non fa parte della “narrazione infantile”.
23-nasce-il-pop-walkQuesto libro è diviso in tre parti: la prima parte si chiama “Pop”, la seconda si chiama “Rock” e la terza di chiama “Terra”. Le tre parti corrispondono ai nomi di tre pianeti: il pianeta Pop è il pianeta originario del folletto EmJay, il pianeta in cui vive e in cui è felice. Sul pianeta Pop ci sono due mestieri principali: il creare arcobaleni e il creare note; quindi, le note vengono abbinate ai colori dell’arcobaleno: ci sono 7 colori per 7 note. E in questo pianeta vivono dei personaggi straordinari: quei personaggi che noi conosciamo tramite le fiabe tradizionali, come Peter Pan, ma anche un omaccione enorme che si chiama Sergent Pepper’s. Quindi, il folletto EmJay gira per lo spazio per consegnare arcobaleni e, durante questo suo viaggio, finisce sul pianeta Rock, e lì conosce una serie di musicisti incredibili, prodighi di consigli per lui. Sono musicisti che una volta erano sulla terra e poi hanno raggiunto questo pianeta, dove hanno creato un enorme gruppo musicale.
dsc_0118-20E lì, il folletto EmJay conosce Jimi Hendrix, Brian Jones, Janis Joplin, Jeff Buckley, John Lennon, e tra tutti i consigli che questi musicisti danno a EmJay ce n’è uno comune: sarebbe dovuto andare sulla terra, dove il suo talento sarebbe stato molto apprezzato. Quindi, il folletto segue il consiglio di questi musicisti, va sulla terra, e qui inizia il terzo capitolo, che è quello che più si avvicina alla realtà, pur mantenendosi nella fantasia.
Come tutte le fiabe, anche questa avrà un lieto fine, anche se tutti sappiamo che la vera storia di Michael Jackson non ha avuto un buon finale. Credo che nella mente degli scrittori viva la consapevolezza che la gente vuole leggere ciò che spesso non è la realtà, ma ciò che è bello, che possa far fantasticare. E io cerco di fare lo stesso: scrivere quello che uno vorrebbe leggere, e questo spesso è molto distante dalla realtà; per questo condisco i miei racconti con la fantasia: per piacere e con ottimismo. Perché la fantasia ti rende libero: libero di scrivere ciò che vuoi, pur restando con i piedi per terra».

picsart_01-25-04-23-24Ma, non solo fantasia: Bonelli, lo dicevamo, è un uomo che ha trascorso buona parte della sua vita a contatto con le maggiori star internazionali. E, tra queste, c’è lo stesso Michael Jackson, con cui ha lavorato per circa 20 anni: «Ho iniziato a lavorare con lui alla fine di Thriller e poi l’ho seguito fino al 2008. Lo definirei come l’ho definito nella fiaba: un folletto. Un personaggio schivo ed estremamente educato… magico. In realtà, il folletto EmJay è molto più simile a Jackson di quanto lo sia il personaggio descritto nella realtà. Perché lui era così: irreale, estremamente infantile. Tutte le accuse che gli sono state rivolte, che spesso erano delle vere e proprie manipolazioni, riguardano un uomo che è rimasto un bambino: il classico Peter Pan. Lui era così: sognante e con la testa tra le nuvole, perché pensava tra le nuvole. Nonostante il denaro fluisse in grosse quantità, lui quasi se ne disinteressava. Era un creativo, geniale. Che, nonostante si circondasse di personaggi straordinariamente bravi come Quincy Jones o Terry Riley, aveva tutto nella sua testa: ogni idea era sua».

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Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe ’93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all’Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia. Mi trovate anche su D.Repubblica.it, Amica.it, La Nuova Venezia, il Mattino di Padova e la Tribuna di Treviso.

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