Secondary ticketing: Claudio Trotta e la sua Barley Arts abbandonano Assomusica

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claudio trotta secondary ticketing

Che la vicenda secondary ticketing, che ormai molti chiamano “bigliettopoli”, non fosse affatto finita ve lo avevamo detto già ieri raccontandovi il nuovo servizio mandato in onda da Le Iene. Oggi c’è una clamorosa novità: Claudio Trotta, patron della Barley Arts, una delle più prestigiose e importanti agenzie italiane (Springsteen, Ac/Dc, The Cure e decine di altri), annuncia le sue dimissioni da Assomusica, associazione che riunisce i promoter italiani e che fin qui non ha mai preso posizione sulla faccenda. Ora bisogna domandarsi se alle dimissioni di Trotta ne seguiranno altre: qualche giorno fa, durante un’affollatissima conferenza stampa, anche Ferdinando Salzano, a.d. di Friends & Partners, Claudio Maioli, titolare di Riserva Rossa e manager di Ligabue (in questa video intervista il Maio ne parla) e altri avevano minacciato dimissioni nel caso in cui la questione non fosse stata chiarita al più presto (in chiusura di post un aggiornamento sulle indagini della Procura di Milano).

Ma ecco la lettera che Trotta ha inviato ad Assomusica per rassegnare le proprie dimissioni.

Cari Associati
Ho assistito, come probabilmente molti di voi, alla trasmissione di ieri sera de Le Iene, che ha mostrato la terza puntata dell’indagine sul tema del Secondary ticketing. Alla luce di quanto nuovamente emerso è palesemente stridente la posizione e l’atteggiamento che la nostra dirigenza ha assunto, e messo in atto nel corso dell’intero anno corrente.
Ho per fortuna assistito alle nette prese di posizione di Clemente Zard e di Ferdinando Salzano, e all’adesione formale di Alex Fabbro alla mia azione legale contro Live Nation per danni di immagine e concorrenza sleale. Grazie a ciò mi sono fortunatamente sentito un po’ meno solo; tuttavia voglio brevemente riassumere quanto successo per non lasciare nulla di incompreso circa la decisione che ho maturato e che qui vi comunico.
Ricordo a tutti voi che ho cominciato a denunciare questo cancro da moltissimi anni; a livello internazionale e nazionale, a livello mediatico e istituzionale, durante incontri pubblici e in occasione di assemblee, direttivi e riunioni associative.
Quanto scritto a proposito della mia presa di posizione è largamente presente sul web, all’interno di documenti ufficiali (pubblicati anche sui miei social network, privati ed aziendali), e all’interno dei report redatti al termine delle riunione di “Assomusica” e di “International Live Music Conference”.
Più in particolare vi riassumo quanto successo quest’anno: nel mese di Gennaio, in occasione di un incontro svoltosi presso l’AGIS di Milano, alla quale hanno partecipato tutti i principali produttori nazionali, ho chiesto di prendere una posizione comune contro tale fenomeno, ottenendo solo adesione informale da parte di Orazio Caratozzolo per conto di F&P Group e da David Zard.
La maggioranza dei partecipanti non si è espressa in merito, e due importanti produttori nazionali hanno dichiarato l’adesione al modello Secondary ticketing; uno dei quali ha poi curiosamente firmato l’appello contro il Secondary Ticketing promosso dalla Siae.
In quell’occasione ho lealmente informato tutti i presenti che non mi sarei fermato e che avrei continuato anche da solo questa battaglia etica, affermando che fare impresa non può e non deve significare per tutti fare speculazione.
Nei mesi seguenti ho chiesto due volte al Consiglio Direttivo dell’associazione di prendere una posizione sul tema, e lo stesso ha deciso di non prendere in tutte e due le occasionialcuna posizione come documentato dai verbali.
Il 4 aprile ho presentato un esposto penale alla Procura della Repubblica di Milano. Ho sollecitato più volte pubblicamente, con email e scritti di varia natura, gli associati, i produttori nazionali, i cantanti ed i gruppi musicali, le associazioni dei consumatori e più in generale l’intera filiera della musica dal vivo, di aderire a questa battaglia.
Fino alla messa in vendita dei Coldplay e al secondo servizio de Le Iene non mi pare che nulla di concreto sia cambiato nell’interesse collettivo, salvo il crescente malumore (e sto usando un eufemismo) dei nostri consumatori.
Il resto è di vostra conoscenza, inclusa la mia lettera aperta a tutti gli associati e ad Assomusica che qui vi allego nuovamente (clicca qui per leggerla).
Non mi pare che la dirigenza abbia adeguatamente, e nei tempi necessari, preso le distanze, da quanto riassunto sopra, e, come avevo già accennato in precedenza, non riesco a restare un minuto in più in quest’Associazione, che non sento più appartenermi e rappresentarmi adeguatamente.
Con effetto immediato mi dimetto dolorosamente da Associato di un Associazione che ho fieramente contribuito a costituire nel lontano 1996, soprattutto per la propria e collettiva dignità personale che in questo momento sento duramente svilita e colpita.
cordiali saluti,
Claudio Trotta

Nel frattempo, la guardia di finanza di Milano ha fatto un’irruzione nelle sedi di due delle più importanti società organizzatrici di eventi per far luce sulla vicenda. Roberto De Luca, amministratore delegato di Live Nation Italia, e Corrado Rizzotto ex numero uno di Vivo Concerti e ora amministratore di Indipendente, sono tra gli indagati nell’inchiesta per truffa aperta dalla procura.

Come già vi abbiamo spiegato nei giorni scorsi, le indagini sono suddivise in due filoni. Una parte dell’inchiesta punta a individuare coloro che tramite speciali software e con falsi profili e falsi dati, aggirerebbero il meccanismo di limitazione della vendita online dei biglietti a prezzi regolari e di cui ha l’esclusiva TicketOne, acquistandoli così in blocco. La seconda parte invece riguarda la commercializzazione di tali biglietti i cui prezzi lievitano fino a cifre da capogiro.

I militari della guardia di finanza di Milano stanno effettuando perquisizioni negli uffici milanesi delle due società, Live Nation Italia e VivoConcerti. L’operazione è stata disposta dal pm Adriano Scudieri, titolare dell’indagine, nella quale al momento si ipotizzano i reati di sostituzione di persona e truffa informatica.

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Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".