Thegiornalisti: anche l’Alcatraz di Milano “Completamente Sold Out”

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Foto di Fabio Beretta

Intervista di Patrizia De Rossi

Il nome è quantomeno particolare, il successo che stanno risuotendo invece decisamente unico. Stiamo parlando dei The Giornalisti, ovvero la band del momento. Romani de Roma, hanno suonato ieri sera all’Alcatraz di Milano (sotto la photogallery del concerto) e – inutile dirlo – il concerto era Completamente Sold Out! In occasione del concerto milanese abbiamo parlato nuovamente (qui l’intervista di qualche settimana fa) con Tommaso Paradiso, frontman del gruppo. Abbiamo chiacchierato un po’ del disco, del successo, del tour…

Cosa si prova ad essere il gruppo del momento?
Non ho ancora razionalizzato la cosa, mi sembra che non sia cambiato nulla, che sia tutto come prima, e invece è cambiato tutto.

Cosa è cambiato nei concerti?
Che adesso ovunque suoniamo i locali sono sempre pieni, l’atteggiamento della gente, però, è sempre lo stesso. Il nostro rapporto con il pubblico è viscerale, tra noi e loro si crea un clima da chiacchierata tra amici, c’è sempre molta partecipazione da parte delle persone che ci vengono a vedere.

Il disco (che non a caso si intitola Completamente Sold Out) sta andando benissimo, il tour ancora meglio, tutti vi cercano, siete arrivati anche a Che Tempo Che Fa che sembra essere diventata la trasmissione più importante della tv italiana, c’è una cosa che ti rende particolarmente orgoglioso?
Le canzoni. Sono la cosa di cui vado maggiormente fiero, perché le scrivo io e perché sono storie che vivo o che ho vissuto.

Sogni e desideri per il futuro?
Magari il matrimonio, avere dei figli, costruirmi una famiglia…

Tornando al tour, la prossima settimana (sabato 26 novembre), suonerete a Roma (all’Atlantico), cambia qualcosa nel rapporto con la gente?
È come se ti sedessi a tavola con tanti amici, sembra di stare a casa tua proprio. C’è questa voglia di fare festa tutti insieme, di celebrare qualcosa di bello tutti insieme che rende ancora più bella la serata.

Intervista di Patrizia De Rossi

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Fabio Beretta, classe ’77, l’anno in cui muore Elvis e nasce il punk… fin da piccolo è stato appassionato di musica, cresciuto in una famiglia con la radio sempre accesa, ha provato a farne parte prima con la chitarra poi con la tromba ma alla fine quello con cui sembra riuscire meglio pare essere una macchina fotografica e il posto preferito anziché sopra è sotto ad un palco. “Fotografando i concerti si vivono in un modo completamente diverso, sento meno la musica ma è come entrare in contatto con il musicista, conoscerlo meglio.”

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