Per mio figlio. Un giallo sul confine

Una donna tra Francia e Svizzera alla ricerca di un colpevole

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Per mio figlio
di Frédéric Mermoud
con Emmanuelle Devos, Nathalie Baye, David Clavel, Diane Rouxel, Samuel Labarthe
Voto 6+

Una donna si infila nella vita di un’altra donna, raggiunta attraverso un minuzioso lavoro di ricerche su pochi indizi: suo figlio è stato investito da una grossa auto marrone chiaro che non si è fermata. Così Dyane, sconvolta dal dolore e separatasi dal marito, abbandona la clinica di Losanna e su indicazione di un investigatore privato pedina una donna di Evian, un’estetista che guida una Mercedes SL color caffè, anzi “Moka”. Per lei finge di essere Helene, scrittrice di passaggio, e – di nascosto- tratta con il compagno dell’estetista l’acquisto della Mercedes che è stata messa in vendita dopo la riparazione di un graffio. Al regista non interessa tanto indicarci il colpevole quanto seguire i passaggi di due vite che si intrecciano e individuare i microscopici scarti e le trasformazioni che ne derivano. Il che rende il giallo (quando c’è) di vecchia scuola, e l’indagine psicologica un po’ ridotta. Viene dal romanzo di Tatiana de Rosnay Moka.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori