Intervista a Silvia Mezzanotte: la vittoria a Tale e quale show, i Matia Bazar e… il Califfo!

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Silvia Mezzanotte è un talento unico e decisamente poliedrico: è riuscita a vincere, battendo ogni pronostico, l’ultima edizione di Tale e quale show, condotto da Carlo Conti su Rai Uno; è stata per dieci anni la voce dei Matia Bazar, raccogliendo l’enorme e pesante eredità di Antonella Ruggiero e traghettando la band verso una nuova era, che ha portato anche alla vittoria di un Festival di Sanremo.
Inoltre ha portato in tour (e presto tornerà a farlo) uno spettacolo incentrato completamente sulle Regine della musica, e con la sua Vocal Academy sta diffondendo in Italia una nuova ed efficace metodologia di canto.
Di questo ed altro abbiamo parlato con lei in una lunga chiacchierata.
Buona lettura!

Partiamo dalla fine, visto che hai vinto l’ultima edizione di Tale e quale show. Quando hai accettato di partecipare avresti mai pensato ad un risultato del genere?
Assolutamente no, e credo che si sia anche notato.
Io ho partecipato per motivazioni assolutamente molto lontane dall’ipotesi di una vittoria, sia perchè nella vita non voglio fare l’imitatrice, quindi la mia amibizione non era quella di vincere, sia perchè ero certa di non avere le qualità per imitare, perchè saper cantare non significa anche saper imitare.
Poi piano piano ho iniziato ad entrare nel meccanismo, nell’ingranaggio del programma e ho scoperto che alcune voci e alcuni personaggi mi erano più congeniali, e alcune cose sono riuscite in maniera eclatante, come la sera in cui ho portato Mina e ho vinto la puntata cantando Brava: la produzione del programma mi aveva proposto di interpretare Mina, ma io l’avevo sentita come una cosa lontanissima dal mio modo di essere e non pensavo potesse funzionare, poi la mia coach Daniela mi aveva proposto di fare una prova, quindi l’ha registrata col cellulare e l’ha mandata in produzione, e da lì nella ruota delle imitazioni mi sono trovata a dover interpretare Mina, ed è andata così bene che mi sono rincuorata.
Per la finale pensavo sinceramente che la vittoria fosse in mano a Tullio Solenghi e ne ero convinta perchè considero che Tullio, con la sua classe e la sua carriera, abbia dato a questa trasmissione un grande spessore. Io ho accettato di partecipare anche sapendo che c’era lui, pur non conoscendolo personalmente, e siccome è un artista straordinario mi aspettavo la sua vittoria, per cui sono rimasta estremamente e piacevolmente sorpresa quando ho scoperto di aver vinto.

Hai parlato dell’imitazione di Mina, che è stata sicuramente quella che ha avuto più impatto. E’ stata quella più difficile e che ti ha dato più soddisfazioni o ce n’è stata anche qualche altra che ti hanno dato delle emozioni particolari?
In realtà la più difficile in assoluto è stata quella di Gloria Gaynor, perchè il suo mondo vocale e anche fisico è distantissimo dal mio, mentre quello di Mina mi è un po’ più congeniale, nel senso che l’ho cantata, l’ho amata e continuo a farlo. Non che non ami Gloria Gaynor, ma non c’entro niente con la sua vocalità.
Mina è stata quella che mi ha dato sicuramente più soddisfazioni, e un’altra tra quelle che ho amato di più è stata Annie Lennox, perchè è un’artista che io adoro e grazie a lei mi sono presa una piccola rivincita su me stessa, dato che con la stessa canzone qualche anno fa a Music Farm fui eliminata, mentre questa volta con quel brano ho vinto Tale e quale. Quando mi hanno assegnato il pezzo ho avuto paura, proprio perchè mi ricordavo la sconfitta di qualche anno prima, ma stavolta che mi ha portato alla vittoria sono stata particolarmente felice.

Hai citato Music Farm, e volevo chiederti una cosa proprio su quel programma. Tu hai partecipato nell’anno in cui c’era anche Franco Califano. Che ricordo hai del Maestro?
Ho un ricordo molto tenero, perchè Franco in quel periodo aveva un problema ad un timpano, e per questo motivo doveva prendere del cortisone tutti i giorni, e il cortisone con gli alcolici fanno un po’ a botte.
La produzione, sapendo che lui aveva una particolare predilezione nei miei confronti, mi aveva chiesto di stargli vicino, di fargli prendere le pastiglie, di stare attenta che non mischiasse, visto che a lui piaceva la vodka lemon e beveva solo quella, quindi io cercavo di fargli un po’ da infermiera, ed è stato molto tenero perchè lui mi faceva, da guascone quale era, una corte molto rispettosa.
Inoltre la notte durante il sonno recitava le formazioni dell’Inter, e nel buio ci trovavamo tutti nella stanza degli uomini, seduti sui letti ad ascoltare quello che lui avrebbe detto, quindi è stato molto divertente in quel senso.

Per 10 anni sei stata la voce dei Matia Bazar. All’inizio quanto è stato difficile guadagnarti il rispetto del pubblico?
Silvia MezzanotteGuadagnarsi il rispetto del pubblico è stato difficile nella percezione della gente, ma siccome io caratterialmente invece sono una persona molto moderata, non sono entrata a gamba tesa in quella dimensione, ma cosciente della grande icona che mi aveva preceduto, cioè Antonella Ruggiero.
Il mio impegno è stato quello di cercare di far capire, anche ai fan più accaniti, che la mia volontà mai sarebbe stata quella di cancellare il passato, ma piuttosto ricondurlo ad un presente che i Matia meritavano.
Infatti, quando ho fatto il provino, sono stata selezionata nella vocalità per poter reggere brani come Cavallo Bianco, Vacanze romane in maniera personale ma comunque classica, per non stravolgere il passato, ma sono stata anche scelta perchè avevo un timbro particolare, su cui poi è stato costruito tutto il nuovo percorso, quello di Brivido caldo e Messaggio d’amore, che sono brani che non si possono immaginare cantati da Antonella, mentre invece nell’immaginario collettivo c’è stato un po’ un passaggio di consegne per le vecchie canzoni dei Matia.

Qual è stata la soddisfazione più grande coi Matia Bazar, oltre alla vittoria a Sanremo nel 2002 con Messaggio d’amore?
A parte quella che hai citato tu, ovvero la vittoria a Sanremo, soddisfazioni ne ho avute in continuazione, anche quando sono rientrata all’interno del gruppo e semplicemente il nostro ritrovarci ha fatto sì che si scatenasse nuovamente l’interesse mediatico su di noi e che arrivassimo a festeggiare i 40 anni di carriera, che purtroppo sono stati fermati dalla scomparsa di Giancarlo Golzi.
Però i Matia Bazar hanno festeggiato 40 anni di carriera, ed io ero lì a soffiare sulle candeline.

Parlando proprio di Giancarlo Golzi, era quello che riusciva ad equilibrare il rapporto difficile che c’era tra te e Piero Cassano, infatti dopo la sua morte le cose sono precipitate portando anche ad uno scontro pubblico su Facebook. Era inevitabile arrivare a questa conclusione?
Innanzitutto ci tengo a precisare che lo scontro non è stato voluto nè cercato da me, però dopo la scomparsa di Giancarlo eravamo come un vaso rotto: ci siamo incontrati per cercare di trovare delle soluzioni e rimettere insieme i pezzi, ma mancava il pezzo fondamentale, quello che manteneva in equilibrio tutto il vaso, e quindi siccome ormai c’erano troppi cocci è stato molto meglio così.
Mi è dispiaciuto il modo in cui è finita, perchè è un modo che non ho scelto e non ho cercato, però io avevo fatto delle proposte che non sono state accettate e alla fine credo che sia stato meglio così. D’altronde se le persone non vanno d’accordo, tenerle insieme per forza non porta non porta sicuramente a dei buoni risultati, e gran parte degli equilibri che c’erano dipendevano dal fatto che Giancarlo era in grado di riuscire a tenerci insieme: aveva la sua forma di amicizia con Piero e aveva la sua forma di amicizia con me, e lo consideravo un po’ come un fratello maggiore.
Non essendoci più lui per me la mia presenza nel gruppo aveva poco senso e non eravamo più d’accordo sugli orizzonti artistici.

Un altro progetto molto importante che hai fatto nascere da poco è la Vocal Academy. Di cosa si tratta?
La Vocal Academy è nata più o meno un anno fa a Mazara del Vallo, insieme ad un meraviglioso musicista, nonchè mio socio, che si chiama Riccardo Russo. Dopo la prima sede, nell’arco di un anno, ne abbiamo aperte altre quattro: una a Cagliari, una a Nuoro, una a Custunaci (TP) ed una a Bologna, che è la mia città natale.
Purtroppo con la mia partecipazione a Tale e quale show sono stata completamente assorbita dalla trasmissione ed ho dovuto un po’ abbandonare il lato accademico, ma siccome da dicembre tutto questo finirà, riprenderò gli incontri col mondo dei giovani, che per me sono di vitale importanza, perchè mi danno una grande linfa e mi tengono aggiornata su tutto.
Soprattutto c’è la volontà di portare un po’ in tutta Italia una metodologia di canto che abbiamo sperimentato per tre anni consecutuvi e che funziona, basandosi su un metodo assolutamente innovativo, attraverso l’utilizzo di piccoli pesi e posizioni particolari e strategiche che permettono da subito di acquisire una consapevolezza diversa rispetto a prima.

Interessantissimo…
Se tu vuoi cantare e io sono un’insegnante di canto e cerco attraverso le parole di spiegarti qual è il punto focale nel quale devi pensare, in quale risuonatore devi andare a mettere la voce, in realtà ti distraggo dall’obiettivo sostanziale del canto, che è la comunicazione.
Se invece io ti faccio tenere dei pesi piccoli, a seconda della corporeità, in una determinata posizione, il tuo fisico si mette nella posizione giusta per ottenere quel determinato suono, e la comunicazione, quindi il pensiero, rimane sulla canzone, non su dove mettere il suono. E’ questa la differenza tra la nostra metodologia di canto e le altre.

Un altro progetto importante e che ha avuto un grande successo è quello delle Regine. Adesso che sta per finire Tale e quale, porterai di nuovo in scena quello spettacolo o hai in mente anche altri progetti?
Per il momento riparto con le mie Regine, anche perchè potrò mettere a frutto l’esperienza maturata durante la trasmissione: siccome la produzione ha pensato di affidarmi tante bellissime voci femminili, magari alcune di quelle che ho potuto imitare a Tale e quale me le porterò, ovviamente non sotto forma di imitazione. Ad esempio Brava di Mina, che prima non avrei mai osato nè sognato di cantare pubblicamente, adesso invece potrebbe diventare un pezzo del mio repertorio.
In questo momento, comunque, non ho ancora iniziato a programmare una tournèe perchè la trasmissione mi ha impegnato e mi sta impegnando talmente tanto che non ho avuto il tempo di pensare a niente oltre questo: a malapena riesco ancora a capire che ho un fidanzato, che ogni tanto riesco a vedere, e che ho una famiglia a Bologna.
Devo dire che Tale e quale è una trasmissione veramente impegnativa: ti dà tanto a livello di popolarità e visibilità, però ti chiede molto, e a me è sembrato giusto dedicarmici totalmente.

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Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".