24K Magic
di Bruno Mars
Atlantic Records

Sono passati 4 anni dalla pubblicazione di Unorthodox Jukebox, eppure durante tutto questo tempo Bruno Mars sembra non essere mai uscito da radio e classifiche musicali. Complici la doppia partecipazione al Superbowl e la collaborazione con Mark Ronson nella megahit Uptown Funk, la fama del cantautore hawaiano è continuata a crescere esponenzialmente, insieme all’attesa per un suo nuovo disco.

Mars non è certo conosciuto per essere uno che delude le aspettative, così per il suo terzo album in studio ha pensato bene di eludere le leggi del tempo per scappare ancora una volta dalla banalità dell’R&B contemporaneo. Il risultato oggi è sotto gli occhi (e le orecchie) di tutti e prende il nome di 24K Magic. Ed è proprio di magia a 24 karati che si tratta se con soli 9 brani e 35 minuti di durata (sigh) riesce a condurre l’ascoltatore attraverso un concentrato di oltre 30 anni di black music.

Le canzoni che compongono il disco hanno tutte la potenzialità per diventare singoli di successo e variano molto per quanto riguarda generi ed influenze (si passa da un funk frenetico à la James Brown in Perm al new jack swing di Finesse in pieno stile Bobby Brown / Bell Biv DeVoe), ma l’esperienza d’ascolto complessiva risulta uniforme ed organica. Questo grazie soprattutto ad una produzione raffinata che, giocando pesantemente con sintetizzatori di ogni sorta, fionda l’album direttamente nei primi anni ’90 del secolo scorso.

Similmente a quanto aveva già fatto con pezzi come Treasure, allora ispirato dal groove di un’epoca dominata da gruppi quali Earth Wind & Fire e Kool & The Gang, Bruno Mars riesce ad incarnare lo spirito dei suoi idoli e a riproporlo in brani nuovi dal sound fresco e attuale, capaci di far divertire ed emozionare generazioni diverse.

Love, peace and soul

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Nato a Venezia, credo nel futuro e in Stevie Wonder.