Prog Metal. Ovvero quando la tecnica e la fantasia scacciano la noia del mainstream

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Prog Metal

C’è stato un periodo storico in cui anche i gruppi che eseguivano brani complessi e per di più con lunghe parti strumentali vendevano molti album ed erano apprezzati dal grande pubblico. Era l’epoca dei King Crimson, degli Yes, dei Genesis e degli Atomic Rooster per citarne solo alcuni. Poi il genere è tornato ad essere di nicchia. È fuor di dubbio che il Progressive Metal, per brevità chiamato Prog, derivi direttamente dalla grande musica di quei pionieri del progressive rock. Furono i King Crimson con il brano Red a dare il via in modo seminale a quello che sarà poi chiamato Prog. Anche i Black Sabbath di Sabbath Bloody Sabbath sono sicuramente della partita. Altre due band storiche e molto importanti fusero il progressive rock col metal: i Blue Oyster Cult a tratti nella loro discografia e i Rainbow in alcuni brani fondamentali come Stargazer e Gates of Babylon. Da non dimenticare poi i canadesi Rush che con By-Tor and the Snow Dog gettarono le basi per la nascita del Prog moderno. Il brano loro più significativo fu The Neuromancer, una malinconica miscela di Black Sabbath e Genesis. A detta di Paul Masvidal dei Cynic i veri precursori furono i Rush.

Negli anni 80 i Queensrÿche, almeno fino alla svolta commerciale dell’album Empire, furono veramente innovativi e decisivi per lo sviluppo del tema che stiamo trattando. Più coerenti i Fates Warning di Jim Matheos che trovarono la loro formula migliore, dopo vari cambi di formazione, negli anni 90. In questo decennio si definirono in modo preciso anche le regole del genere. Ci fu pure una parentesi di sottogeneri, quello del Tech Metal. Gruppi come i Wachtower, Psychotic Waltz, Cynic e Atheist iniziarono con proposte dal tecnicismo esasperato per poi via via abbandonarlo a favore di proposte più digeribili. I canadesi Voivod e gli svizzeri Celtic Frost furono altrettanto importanti perché scrissero negli anni ottanta alcuni album veramente Prog. Potrei citare l’album Killing Technology dei Voivod dove sono presenti anche elementi di derivazione punk e una forte influenza della psichedelia anni 60-70 e l’album Into the Pandemonium dei Celtic Frost. Anche se per i genialoidi svizzeri sarebbe più corretto parlare di proto avant-garde metal. L’arrivo dei Dream Theatre nel 1989 completò la triade del Prog melodico statunitense che comprendeva ovviamente i già citati Queensrÿche e i Fates WarningInfluenzati dai più longevi Fates Warning i Dream Theatre si avvalgono di una formazione di altissimo profilo dove ad ogni strumento troviamo un musicista dalla tecnica ineccepibile. I primi album del combo di Boston dotati di una vena poetica intensa e di una notevole e sincera creatività sono degli assoluti capolavori. Ovviamente nel loro caso non si può parlare di nicchia perché hanno raggiunto un successo planetario. Sempre negli anni novanta assistiamo alla nascita di gruppi Prog di grande impatto quali gli americani Cynic e Symphony X, gli Ayreon del polistrumentista olandese Arjen Anthony Lucassen e gli svedesi Pain of Salvation ed Evergrey. Inoltre dalla ricchissima scena scandinava prenderei ad esempio anche alcuni lavori degli Enslaved, degli Arcturus, degli In the Woods, dei Solefald e dei variegati ed importantissimi Ulver. Imparentati fortemente col Prog sono anche alcuni gruppi Tech Trash come i Coroner, gli Obliveon e, campioni indiscussi dell’extreme metal, i tecnicissimi e brutali Meshuggah. Non dimenticherei il Prog metal melodico neo-classico dei Winds, la proposta dallo stile quasi scandinavo degli americani Agalloch e gli originalissimi Manes. Per la sua grande rilevanza  sperimentale è sicuramente da citare la proposta Avant-metal degli americani Maudlin of The Well,  poi diventati Kayo Dot,  dalle fortissime influenze Jazz e di musica classica contemporanea. Stilemi Prog sono presenti anche in parecchi gruppi della scena metal e post-metal attuale come, ad esempio, negli svedesi Opeth e Katatonia e persino negli albionici Anathema, anche se oramai convertiti dal factotum Steven Wilson ad un alternative rock dalle venature molto soft.

La quadratura del cerchio si compie finalmente con i lavori del supergruppo Prog statunitense Gordian Knot fondato e diretto da Sean Malone dei Cynic. Al progetto hanno partecipato Steve Hackett dei Genesis, Bill Buford dei King Crimson e Yes, Ron Jarzonbeck dei Watchtower, Jim Matheos dei Fates Warning e John Myung dei Dream Theatre. La musica che fonde il progressive-rock col progressive-metal ha ancora tanto da dire e i due album del Nodo Gordiano ne sono la prova.

Ovviamente la mia ricerca non è esaustiva e rappresenta un percorso del tutto personale. Invero si può non essere d’accordo su alcuni inserimenti un poco forzati vedi in primo luogo quello dei Meshuggah. In ogni caso se volete saperne di più potete acquistare il libro di Jeff Wagner “Prog Metal” delle edizioni Tsunami. Saggio di difficile lettura ma che approfondisce l’argomento come pochi altri.

 

 

 

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Dalla fine degli anni cinquanta ascolta musica internazionale. Dalla fine degli anni settanta lavora in sala di incisione. A volte scrive canzoni. Collabora con Vasco Rossi da oltre 30 anni. Ha lavorato per Stadio, Skiantos, Gaznevada, Edoardo Bennato, Alberto Fortis, Marco Conidi, Steve Rogers Band, Clara & Blackcars e altri. Non è un talent scout. Non è un manager o un impresario. Negli U.S.A. e nel Regno Unito si direbbe producer. Deve tutto a Elvis, ai Rolling Stones, a Dylan, agli Steely Dan, ai Black Sabbath e a Phil Spector. Il 22 gennaio 2016 esce il suo primo album da solista: La mia legge.

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