Pooh. Ultima conferenza stampa insieme: il concerto di Bologna in diretta nei cinema

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Foto di Danilo D'auria

Ormai l’aggettivo “ultimo” sta diventando il più usato nel vocabolario dei Pooh. Già da un pezzo. Ma stavolta pare sia davvero l’addio. Anche se, conoscendoli, non ci metterei la mano sul fuoco: già si favoleggia su una qualche reunion, magari per festeggiare occasioni particolari. Del resto tutti e cinque si sono premurati di far sapere che ad appendere gli strumenti al chiodo non ci pensano nemmeno: a breve potremmo sentir parlare di qualche progetto solista. Dice Red: «Il bello è che ci lasciamo bene, non chiudiamo con i lividi, quindi non escludiamo nulla. Ognuno di noi continuerà ad avere rapporti con gli altri. Semmai sono i Pooh che si fermano, il marchio».

Oggi pomeriggio, comunque, in un locale di Piazza XXIV maggio a Milano, si è svolto un evento inequivocabilmente intitolato THE END (con sottotitolo altrettanto indubitabile: L’ultima conferenza stampa).  schermata-2016-11-29-alle-12-31-44

Per cominciare, un anuncio: l’ultimo concerto insieme, quello di Bologna, sarà trasmesso in diretta via satellite in circa 200 cinema italiani del circuito Nexo Digital a partire dalle ore 20.30 (qui l’elenco delle sale).

Tra pochi giorni, il primo dicembre, esce anche Pooh50Veronaun libro fotografico di Alessio Pizzicannella pubblicato da Contrasto: raccoglie le immagini dei tre concerti che hanno fatto lo scorso settembre all’Arena di Verona.

L’affollatissimo incontro inizia con la proiezione del nuovo video di Pierre diretto da Cosimo Alemà: un cortometraggio narrativo sul tema dell’omosessualità, una storia ispirata al testo della canzone però non didascalica.

Roby rompe il ghiaccio ripercorrendo quello che è successo da giugno a oggi: stadi, Arena di Verona, palasport, in store tour… Ripete svariate volte che questo è davvero il punto d’arrivo. Domani partono per gli Stati Uniti e per il Canada, poi gli ultimi sette concerti in Italia e… fine. «Come ci si sente? La sensazione non è assolutamente bella. Ma sarà così, costi quello che costi».

Dodi: «In questo periodo abbiamo preso due decisioni importanti: la prima è fare il tour negli stadi, la seconda è stata quella di continuare il tour. Perché salutare il pubblico dopo pochi concerti sarebbe stato come strapparci il cuore. Anche perché l’Italia non è fatta solo da Roma e Milano, ma anche da Brescia, Acireale, Caserta… Aver fatto questa scelta aiuta noi e i fan a vivere meglio il distacco definitivo».

Oltre ad “ultimo”, le parole più usate sono malinconia, devastante, tristezza, commozione, orgoglio, soddisfazione, passione, entusiasmo. Dice Red: «Non possiamo fare finta di niente. I Pooh sono stati una parte fondamentale della mia vita, ho passato più tempo con loro che non con mia moglie e con i miei figli».

Andrea Rosi, presidente della Sony Music, consegna il disco di platino per l’album Pooh 50 – L’ultima notte insieme. Poi il promoter Ferdinando Salzano spiega che per il concerto finale di Bologna i posti nel parterre non saranno seduti, ma in piedi, con una lunga passerella che attraversa il palasport, perché dovrà essere una grandissima festa.

Fin qui, per Roby il momento più importante di questo ultimo anno è stato San Siro: «Un grande sogno che abbiamo sempre avuto, anche se prima della reunion ci sembrava impossibile riuscire a riempire un posto del genere. E ci ha lasciato dentro un’emozione che non morirà mai… Il secondo miracolo è che dopo 50 anni i giornalisti si sono accorti che esistono i Pooh e cosa hanno rappresentato. Inoltre abbiamo visto un rinnovamento nel nostro pubblico: in platea e sugli spalti ci sono sempre stati moltissimi giovani».

Dopo aver giustamente ricordato il mitico Valerio Negrini, Dodi spiega che probabilmente la loro lunga carriera è dovuta a un qualcosa di chimico, al quale però bisogna aggiungere  talento, molta costanza, e tanto lavoro: «Le nostre riunioni iniziano alle 10 del mattino e finiscono alle 8 di sera».

Come passerete l’ultimo dell’anno? Riccardo: «Io sicuramente in famiglia. Per me questi ultimi dodici mesi sono stati davvero devastanti, li ho passati a studiare e ripassare. Perché, anche se se ne parla poco, questi quattro signori sono dei grandi musicisti e dei professionisti incredibili… La sera del 30 dicembre invece stapperemo champagne e piangeremo insieme». Red: «Comunque togliamo un dubbio: tutto finisce il 30, non ci saranno repliche il 31».

Roby: «Non riesco a immaginare come sarà il 30. Non sarà facile salire sul palco e sarà ancora più difficile scendere». Dodi: «Non so come affronteremo quella serata. Sicuramente sarò concentrato sulla storia legata ai Pooh. Riletta a posteriori, quella serata sarà sicuramente una tra le più devastanti. Ma capire se ci saranno più aspetti positivi o negativi lo capiremo soltanto successivamente.

Red: «L’unica certezza che ho, è che una volta che sarà tutto finito, avremo finalmente la possibilità di capire cosa abbiamo fatto effettivamente in tutti questi anni. Che siano un pezzo di storia italiana lo lascio dire agli altri, però qualche cosa abbiamo rappresentato. E magari ci renderemo conto che abbiamo rappresentato qualcosa in più rispetto a quello di cui ci siamo resi conto fino ad ora».

Roby: «Ogni tanto mi chiedono quel è il segreto per rimanere 50 anni insieme. Abbiamo litigato spesso, ci sono stati grandi scazzi, ma la nostra storia è sempre stata la cosa più importante, al di là di ogni discussione, di ogni crisi personale, di ogni litigata. Di fronte alla nostra storia scompariva assolutamente tutto. Poi c’è la condivisione: una volta che uno portava un’idea, diventava un’idea di tutti».

Ecco gli ultimi appuntamenti con i Pooh: sabato 10 dicembre ad Acireale Ct), mercoledì 14 a Castel Morrone (Ce), sabato 17 a Torino, martedì 20 a Roma, giovedì 22 ad Assago (Mi), martedì 27 a Villorba (Tv) e venerdì 30 gran finale all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bo).

Dice Red: «La scaletta di Bologna sarà sostanzialmente quella degli altri concerti, ma ci saranno alcune sorprese musicali che rivelemo soltanto quando saremo sul palco». Riccardo: «Per ora diciamo soltanto che per omaggiare come si conviene Valerio Negrini aggiungeremo due pezzi particolarmente significativi scritti da lui».

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Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".