Nuovo Gear S3: fuori orologio, dentro smartwatch

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Samsung porta in Italia il nuovo Gear S3 realizzato in collaborazione con il famoso designer svizzero di orologi di lusso Yvan Arpa. Gear S3 è uno smartwatch che va oltre il semplice orologio grazie alla più aggiornata tecnologia wearable – che permette di gestire le telefonate, utilizzare il navigatore GPS e ascoltare musica con 4 Gb di memoria integrata – e un originale quadrante/display ispirato allo stile degli orologi più prestigiosi al mondo. “Gear S3 – afferma Yvan Arpa – è destinato a resistere alla prova del tempo in quanto è un orologio classico dotato di innovazioni tecnologiche all’avanguardia” . Due le varianti tra cui scegliere: Gear S3 Classic, con lo stile e l’equilibrio di un orologio di lusso e Gear S3 Frontier, che sfoggia un look grintoso e compatto e abbina stile e funzionalità pratiche ed innovative. In entrambe le versioni, l’interfaccia e i quadranti personalizzabili, assieme ai cinturini comodi e interscambiabili da 22 mm, offrono grande versatilità. Samsung Gear S3 è conforme agli standard IP68 per la resistenza all’acqua e può essere utilizzato in tutte condizioni meteorologiche grazie anche alla protezione di Corning Gorilla Glass SR+, che garantisce un display più nitido, robusto e resistente ai graffi. La ghiera permette di accettare o rifiutare una chiamata senza toccare lo schermo, l’altoparlante attiva i messaggi vocali, la funzione GPS integrata monitora con precisione le attività di fitness quotidiane, e infine la funzioni di SOS e localizzazione consente di avvertire i soccorsi, amici e familiari in presenza di situazioni critiche, anche senza avere a portata di mano il telefono. La batteria dura fino a quattro giorni con una sola carica.
Gear S3 Classic e Gear S3 Frontier sono disponibili al prezzo di 429 euro.

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Sono nato a Milano. Negli anni 80, laureato in filosofia, ho iniziato come copywriter all’Ufficio Pubblicità  di Rizzoli Libri.  Negli anni 90 ho collaborato con l’Europeo  - novità tecnologiche - e successivamente con Brava Casa, Anna, Milleidee e Max. All’inizio del nuovo secolo, addetto stampa alla start up che ha creato RCS WEB, ho continuato  a scrivere su Max,  con contributi al mitico spin off tecnologico Max 2.0 ora da collezionisti. Collaborazione proseguita in Gazzetta dello Sport.it.  Dal 2009 al 2012 ho scritto anche sul  mensile filosofico scientifico KOS. Il mio avatar l’ha  scelto mia figlia Irene, con la quale condivido l’idolatria per Bob Dylan, ma che non sopporta la mia passione per le opere di Mozart.