Sully. Eroe o acrobata?

Gloria e processo al comandante che posò il suo aereo sull'Hudson

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Sully
di Clint Eastwood
con Tom Hanks, Anna Gunn, Aaron Eckhart, Laura Linney
Voto 7 

Questa  è la storia del comandante Chesney Sullenberger, “Sully”, che il 15 gennaio 2009 riuscì a posare sul fiume Hudson l’aereo che si era guastato in decollo da New York senza perdere una sola delle 155 vite a lui affidate. Venne prima definito eroe e poi sottoposto a inchiesta perché le simulazioni strumentali al computer dicevano che avrebbe potuto riportare l’aereo sulla pista invece di farlo pericolosamente planare sul fiume. Ovvero: era stato bravo o aveva voluto fare l’acrobata? Clint Eastwood racconta l’ennesima storia che gli sta a cuore per ribadire che l’iniziativa del singolo che osa mettere in discussione le regole va valutata col cuore: i computer sono bravi nelle simulazioni, ma le simulazioni non sono la realtà, e gli scarti infinitesimali tra la realtà e la linea ideale derivano dalle scelte umane. Sully aveva fatto la cosa giusta perché aveva combinato l’istinto con la preparazione e non aveva solo applicato la preparazione al regolamento. Eppure i suoi sonni erano disturbati da incubi di un secondo “11 settembre” con il suo aereo in stallo tra i grattacieli… Tenendo presente che le simulazioni servono proprio a imparare le vie medie tra il panico e l’ardimento, il film, molto spiccio, come i modi di Eastwood, è tutto affidato al sorriso perplesso di Tom Hanks ed è, nelle intenzioni di Eastwood, un film da New Deal. La speranza è che le simpatie elettorali di Eastwood pro-Trump (ci vorrebbe un trattato per analizzarle) non vengano lette alla luce del messaggio del film: in fondo sarebbe imbarazzante per Hanks che era invece pro-Clinton, e l’altro aereo non si è ancora alzato in volo…

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori