Tiziano Ferro stupisce e fa centro un’altra volta con “Il mestiere della vita”

Hip hop, dubstep, R&B e rap. Ci risiamo: Tiziano Ferro ha pubblicato "l'album giusto"

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Il mestiere della vita
di Tiziano Ferro
Universal Music
Voto: 7.5

Hip hop, dubstep, R&B, rap. Ci sono voluti cinque anni per un nuovo disco, ma ne è valsa la pena. Tiziano Ferro torna sul mercato discografico e lo fa in grande stile, con un album che sprizza gusto, swag (e voce!) da tutti i pori.
Un album registrato (in parte) oltreoceano, tra Los Angeles e Milano, con produzione di Michele Canova, di cui infatti si sente la mano. (Piccola postilla: possibile che i dischi inizino a “suonare” tutti uguali? C’è tanta differenza tra questo album e uno di Marco Mengoni o Francesca Michielin?).
Però Tiziano, lo dicevamo, ha classe da vendere, muovendosi con disinvoltura in un album che, a ogni traccia, si sposta su territori vergini, disorientando chi lo ascolta… ma non chi lo canta.
Ci sono anche un paio di ospiti: Carmen Consoli e il rapper Tormento, per un duetto sulle note di My steelo, uno dei pezzi più “cool” dell’album.
Quanto ai testi, per la maggior parte sono stati scritti prima delle musiche. Non scomodiamo l’espressione “concept album” perché, se non l’ha fatto lui, chi siamo noi per dirlo? Magari lo sussurriamo.
tiziano_ferro_covercut-1-1Le liriche sono permeate da una certa sofferenza. Ma la sensazione è più vicina al masochismo (godere del proprio disagio), che a un dolore fine a se stesso. La “vena depressa” si sente tutta, tra amori finiti e case vuote, ma anche la nostalgia è ben lontana. Quindi, sì: è un disco che potete ascoltare anche se siete appena stati lasciati. Anche perché le musiche sono un’altra cosa.
Qui non troverete il Tiziano Ferro di Sere nere o di Ti scatterò una foto. Quel Tiziano Ferro, almeno per questo disco, dovete dimenticarlo. Perché, l’artista pop per eccellenza in Italia ora cavalca l’onda – e lo fa alla grande – dell’elettronica, con un’incursione perfino nel dubstep con “Solo” è solo una parola, uno dei pezzi più riusciti dell’album.
E poi l’hip hop di Valore assoluto: “Se piovessero dal cielo tutti i cuori del mondo, io raccoglierei il tuo soltanto”, che letta così sembra una frase da liceale non particolarmente ispirato, ma che nella canzone, nel disco, con la voce di Tiziano funziona, arriva e colpisce al punto giusto.
E, ancora, la “figaggine” – termine coniato dopo l’ascolto della discografia di Ferro – di Quasi quasi.
Ma anche se amate il Tiziano Ferro dal sound pop classico, eccovi accontentati: Il mestiere della vita, title-track dell’album. Un bel pezzo. Il migliore del disco? Sì, no, forse: certamente il più “canonico”, utile a prendere un respiro profondo, per poi tornare a immergersi in piena elettronica.
Professionista vero, Ferro ci ha impiegato 5 anni e ne è valsa la pena. La voglia di rinnovarsi, ma di tornare allo stesso tempo alla freschezza degli esordi, senza perdere il gusto di alzare l’asticella ogni volta.
C’è riuscito ancora una volta: Tiziano Ferro ha pubblicato “l’album giusto”.

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Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe '93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all'Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia.