7 dicembre 1960, esce Il Villaggio dei Dannati

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Uno dei film capitali della fantascienza, Il Villaggio dei Dannati, basato su un romanzo di qualche anno prima e che avrà un sequel (1963) e un remake (di John Carpenter, 1995), è, insieme all’Invasione degli Ultracorpi del ’58, la summa della fantascienza di gran classe, ovvero la capacità di raccontare o persino esorcizzare le paure del presente raccontando storie del futuro (o di presenti paralleli) .

Qui, come nel caso degli Ultracorpi, è la paura degli effetti invisibili delle armi batteriologiche e nucleari, nonché del pericolo politico che si annida dentro la buone società occidentali (ovvero il Nazismo prima, il Comunismo poi. il Fondamentalismo Musulmano domani?).

La trama: in un paesino dell’Inghilterra, tutti gli abitanti vengono tramortiti per un giorno, e quando si risvegliano le donne sono tutte incinte di bambini albini intelligentissimi, e apparentemente guidati da una volontà unica e con poteri di controllo mentale sugli altri.

Immaginifico come pochi, il film diretto dal tedesco Wolf Rilla (non a caso un ebreo tedesco fuggito dal regime di Hitler negli anni ’30 con la sua famiglia), rimane ad oggi splendidamente girato e con una tensione basata su pochi tocchi davvero di effetto e con una maestria per sopperire alle limitazioni tecniche davvero incredibili. Basti pensare alla sovrapposizione dei negativi per evidenziare le pupille, o le teste leggermente ingrandite sotto le parrucche per suggerire le disturbanti anomalie “mentali”. Spaventosamente attuale.

 

Altre ricorrenze

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Jacopo Licciardi
Nato a Reggello (FI) nel 1973, laurea in giurisprudenza saggiamente messa in bacheca e praticamente mai utilizzata, si trasferisce a Milano nel Settembre 2001, dopo trascorsi in UK e USA, qualche giorno prima del crollo delle Torri Gemelle (dunque, con alibi). Professionista in ambito Risorse Umane, Coach e Formatore, adora i libri, i fumetti (supereroistici in primis), la storia, i viaggi, i gatti e naturalmente il cinema, soprattutto pop e a stelle e strisce. Nerd a tutti gli effetti.