Luca Chikovani: dalle cover su YouTube al successo con una major

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Luca Chikovani ha solo 22 anni, eppure è già una star.
Dopo aver pubblicato su YouTube video in cui interpretava cover di grandi successi ed aver raccolto negli anni numeri da capogiro (129.000 iscritti su YouTube, 162.000 follwers su Instagram, 135.000 followers su Twitter), è stato messo sotto contratto dalla Universal e questa estate ha pubblicato il suo album d’esordio, dal titolo Start, che è arrivato immediatamente al numero 3 della classifica Fimi degli album più venduti in Italia.
Noi lo abbiamo incontrato per una chiacchierata in cui ci racconta la sua storia di bambino in fuga dalla guerra in Georgia, ci parla del suo modo di scrivere canzoni e del mondo che lo ha reso famoso.

La tua storia è interessantissima, e ne parli nel tuo ultimo singolo, dal titolo On my own.
Questo è l’ultimo brano che ho registrato, tra quelli che compongono l’album, ed è quello in cui mi vedo più cresciuto.
Ho scritto questa canzone quando mi sono trasferito a Milano e dedicandola a mia madre, perchè sebbene i primi 4-5 mesi in cui vivi da solo siano di gioia totale poi ti accorgi della mancanza del genitore, ed oltre ad avvertire questa mancanza mi sono reso conto dei sacrifici che lei aveva fatto per me: io sono cresciuto in Georgia, paese che in quel periodo attraversava un momento buio a causa della guerra, quindi lei ha scelto di portarmi in Italia e ricominciare un’altra vita completamente da sola, senza amici, solo per darmi un futuro migliore. Pensando a tutto questo mi sono detto “al posto di scrivere solo canzoni d’amore sulle ragazze, perchè non scrivo una canzone d’amore sulla famiglia, su queste cose?”.
In realtà sono argomenti importantissimi, ma nella musica non se ne parla molto spesso, e alla fine mi sono ritrovato a scrivere il brano che preferisco di più nell’album e che racconta la storia di mia mamma.
Quando si è trattato di fare il videoclip ero molto preoccupato, perchè raccontare una storia così importante per me in soli tre minuti e cercare di farla arrivare a delle persone che sono dietro uno schermo freddo è difficile, in quanto non hai il contatto diretto con la persona che ti racconta la storia e non puoi viverla al massimo, quindi la sfida è stata creare un video che potesse superare questo ostacolo. Mi ha aiutato in questo Felipe Conceicao, che è uno dei miei migliori amici e una delle persone che riesce a capirmi subito quando gli spiego una cosa, e inoltre abbiamo avuto la possibilità di andare a girare il video in Georgia, quindi per me è stata l’occasione per poter tornare nel mio paese nativo.
E’ stata un’esperienza bellissima, perchè ritornare a casa per raccontare questa storia è stato emozionante, anche se mi sentivo molto in tensione e avevo un grosso peso sulle spalle perchè avrei raccontato per la prima volta il mio paese al pubblico italiano, che molte volte non conosce nemmeno dov’è la Georgia, confondendola con lo stato americano.
Quando poi ho visto il video montato mi sono tranquillizzato perchè siamo veramente riusciti a trasmettere il messaggio che volevamo, e sono contento di vedere che questo messaggio è arrivato, grazie anche ai commenti positivi ricevuti dal video.

Sei passato da suonare cover su YouTube a diventare autore di canzoni tutte tue. Il passo non sembra semplice nè breve.
E’ molto strano, perchè quando registri una cover di un brano di qualcun altro molte volte non sei emotivamente preso. In realtà questo mi è successo con poche canzoni, mentre ad esempio quella con cui ho sentito più coinvolgimento emovito è stata 7 years di Lukas Graham, che secondo me è una delle cover che mi è riuscita meglio perchè la sentivo vicina alla mia storia.
Quando però scrivi un brano tuo è completamente diverso, perchè ti senti veramente libero di raccontare tutto quello che vuoi raccontare, anche se molte volte hai anche dei limiti, perchè nello spazio limitato di una canzone non riesci a dire tutto quello che vorresti.
Scrivere canzoni comunque è una cosa che mi piace e che mi fa star bene, quindi non ho mai smesso di scrivere: ogni giorno scrivo qualcosa e se mi viene qualche idea magari intanto la registro sul cellulare e poi la sviluppo.

Perchè la scelta di scrivere in inglese?
Io sono una persona abbastanza timida, anche se quando sono sul palco non sembra, ma è perchè lì mi trovo a mio agio. Questa timidezza l’ho avuta anche quando cantavo da piccolo, poi mi sono un po’ rassicurato studiando e imparando a cantare, e quindi sono migliorato vocalmente.
Per cercare di coprire la timidezza uso le parole in inglese, perchè l’italiano mi arriva direttamente quando canto e quindi mi blocca un po’, invece quando canto in inglese so comunque quello che voglio dire, però è come se avessi una magia intorno che mi copre questa timidezza e mi dà più sicurezza.
L’inglese dà anche ad ogni persona la possibilità di interpretare la canzone come meglio crede, perchè alla fine i testi sono meno incisivi rispetto a quelli in italiano, quindi diciamo che lascia un piccolo alone di mistero. Inoltre io ho sempre ascoltato musica inglese e scrivo in questa lingua anche perchè il mio sogno più grande sarebbe quello di poter riuscire a condividere la mia musica con più persone possibili, che siano in Italia, in Georgia, o nel resto del mondo.

Le esperienze che hai vissuto ti hanno formato e ti hanno dato una maturità difficile da trovare in un 22enne, e quindi riesci ad affrontare tutto con una consapevolezza diversa, ma com’è quando si arriva al successo così giovani?
Molte persone pensano che quando riesci a fare qualcosa di così concreto cambi, oppure ricevi una botta forte che ti sconvolge la vita, ma per me non è stato così perchè fin da piccolo ho sempre immaginato e sognato di riuscire a fare queste cose, e quindi l’ho sempre fatto piano piano.
Adesso ho 22 anni, ma ho iniziato a caricare i miei primi video su YouTube quando ne avevo 15, quindi sono passati veramente tantissimi anni, e solo quest’anno sono riuscito a ricevere qualcosa indietro, per tutto il resto del tempo era solo l’immaginazione che mi diceva “se continui riuscirai ad arrivare” e molte volte sono stato commentato negativamente da persone che mi erano accanto, anche a scuola, professori compresi.
Io però non ho mai mollato e ho sempre continuato per la mia strada, e mia madre è stata molto d’aiuto in questo, perchè mi ha convinto dopo il liceo ad iniziare l’università: questo è stato un tassello importante perchè ho vinto una borsa di studio allo Iulm che mi ha portato a vivere per il primo anno a Milano. Il trasferimento per me è stato importantissimo, perchè da lì è iniziato tutto: ho incontrato la Universal, è uscito l’album, e tutto il resto.
Il lavoro di 8-9 anni ha visto il suo sviluppo in un solo anno, quindi diciamo che bisogna lavorare ed impegnarsi nelle cose, ed i risultati arrivano.

Tu sei l’esempio che in un mondo musicale moderno che sembra vivere di soli talent show, si può arrivare al grande pubblico sostituendo quella che era la vecchia gavetta nei locali con la gavetta su YouTube, fino a farsi notare da una casa discografica.
Si pensa che non esista più questa gavetta, ma in realtà dietro un video di YouTube c’è un grosso studio dei media, di web marketing, e per questo stiamo cercando in qualche modo di far arrivare il messaggio anche al pubblico più adulto che non ha vissuto questa realtà e non sa come funziona.
YouTube e i talent sono due cose molto diverse: il talent ti arriva in maniera immediata e, se va bene, ti fa arrivare in maniera altrettanto immediata, quindi molte volte chi partecipa potrebbe non essere preparato a ricevere e a saper gestire tutto questo successo immediato. Io sento che nonostante tutto mi manca ancora moltissima strada, però riesco a capacitarmene di più perchè l’ho vissuto più gradualmente.
Avere successo su YouTube inoltre è molto difficile, e nonostante molte persone pensino che basti mettersi davanti alla telecamera a chiacchierare non è assolutamente così, perchè c’è uno studio enorme dietro: la fase creativa, lo scripting del video, il settaggio delle luci e della telecamera. Bisogna conoscere un sacco di cose e il fatto che molte persone pensano che uno youtuber sia una specie di mina vagante è sbagliato, perchè in realtà sa fare tante cose insieme per poi poter pubblicare alla fine una cosa personale.
A me YouTube ha aiutato tantissimo, perchè è stato il ponte che mi ha fatto conoscere, senza il quale non sarei mai riuscito a raggiungere le persone che mi guardano e a creare tutto questo.

In Italia il disco Start è andato molto bene, piazzandosi al terzo posto della classifica degli album più venduti. Quali saranno i passi successivi?
Neanche io mi aspettavo un risultato del genere, ed è stata una grande sorpresa e soddisfazione.
Adesso siamo molto concentrati sul video di On my own, che è appena stato pubblicato, e fino a fine mese abbiamo tantissime cose da fare per promuoverlo.
Per il futuro ci sono nuovi progetti in arrivo, e in tutto questo tempo ho continuato sempre a scrivere nuovi brani e ho selezionato alcune canzoni su cui inizierò a lavorare prossimamente.
Voglio aspettare perchè per me è molto importante non fare un album perchè va fatto, ma voglio riuscire a trovare delle cose da raccontare e quindi entrare in studio di registrazione solo quando sono pronto e con delle cose da dire. Inoltre voglio crescere a livello musicale e far capire la differenza tra il primo album, Start, e quello che verrà dopo, quindi vorrei imparare più cose possibili per poi finalmente concentrarmi sulla registrazione del nuovo album.

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Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".