L’arte di scrivere secondo Donato Carrisi: l’intervista

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Il Libraio

C’è un black-out a Roma. Una violenta tempesta ha mandato in tilt una centrale elettrica e l’intera città è rimasta orfana di tutta la tecnologia di cui si serve tutti i giorni. Il buio della notte diventa sinonimo di anarchia e anticipa la trama de Il Maestro delle Ombre, l’ultimo lavoro di Donato Carrisi, scrittore di thriller tradotto in tutto il mondo. Lo abbiamo incontrato nella magica cornice del Circolo dei Lettori di Torino. È qui che non solo ci ha presentato il suo libro, ma ci ha anche raccontato tutti i processi creativi che lo hanno accompagnato nella fase di lavoro e i futuri lavori sul piccolo e grande schermo.

Come nasce l’ultimo libro di Donato Carrisi?
“L’idea nasce dalla scoperta di una bolla di Papa Leone X. Il pontefice disse che Roma non sarebbe dovuta rimanere mai, mai, mai al buio. Mi sono informato e ho deciso che avrei creato un black-out a Roma. Sembra una cosa inimmaginabile, ma secondo me più vicina a noi di quanto si possa credere. Si ritorna al Medioevo, la tecnologia è abbattuta. E la città è in pericolo”

Dove lo hai scritto?
“I primi capitoli li ho scritti in treno. Poi tra Roma, Milano, la Puglia, Parigi ho scritto il resto. Ho aggiunto qualcosa ovunque”

Non sei un abitudinario, dunque. Uno di quelli che ha bisogno del solito posto per scrivere.
“Io non credo esistano gli abitudinari che si svegliano e dicono di mettersi a scrivere da quest’ora a quest’ora. Il processo creativo non dorme mai e non è controllabile”

Andiamo al sodo: come ha fatto Donato Carrisi a diventare un fenomeno mondiale?
“Credendoci, credendoci. Non mi sono mai arreso e soprattutto ho gettato via ciò che scrivevo. Se ti innamori troppo di ciò che fai non vai avanti. Devi capire quando qualcosa non funziona. Prima del Suggeritore ho scritto due libri schifosi. Per fortuna nessuno li ha pubblicati. Se pensi di essere un genio non andrai da nessuna parte. Se ti diverti a raccontare, puoi farcela”

Pubblichi un libro all’anno. Ogni tuo libro contiene una valanga di informazioni che richiedono parecchio studio. Quanto tempo impieghi per il lavoro che precede la scrittura?
“La ricerca porta via più o meno un annetto. Poi c’è la struttura, che mi impegna almeno per due mesi. E infine la scrittura che può durare anche solo un mese. Due cose sono importanti: ricercare bene, ed è la parte più divertente, e fare bene la struttura. Deve avere delle fondamenta. Che riguardino anche il ritmo o la punteggiatura. L’ultimo libro parte piano, accelera all’improvviso e frena bruscamente dopo. Sono tutti tempi che devi studiare prima, è come scrivere uno spartito.”

Se pubblichi un libro all’anno e hai bisogno di un anno di ricerche, deduco che l’idea per il prossimo lavoro sia già nella tua testa.
“Sì, certo. Anche se poi arrivano le sorprese. La storia ti sorprende: arriva una svolta e tu devi decidere se ignorare quella strada o imboccarla”

Hai mai pensato di ambientare un libro a Martina Franca, la tua città?
“Assolutamente no. Non parlo mai di me e disprezzo gli scrittori che parlano di loro stessi. Lo scrittore ha licenza di andare dove vuole e quando vuole, in qualsiasi posto. Per quale motivo dovrei scrivere del paese in cui sono nato? Della tua vita non gliene importa niente a nessuno. A meno che tu non sia Hemingway.
La gente vuole evasione, ha già la sua vita sfigata (ride n.d.r). Non vuole anche la tua”

Quali sono gli autori a cui hai rubato di più?
Tutti quelli che ho letto. Nessuno escluso.”

Una canzone e un film.
“Never Learn Not Love dei Beach Boys e Arancia Meccanica”

Il fatto di essere uno sceneggiatore ti influenza molto quando scrivi un libro? Quando scrivi pensi all’effetto immagine che può avere una scena oppure è una cosa che viene dopo?
“Scrivo per immagini. Il fatto di essere uno sceneggiatore mi condiziona molto. I miei romanzi devono vedersi. Si devono ascoltare”

A proposito di immagini, i tuoi libri presto avranno un nuovo vestito. La Ragazza nella Nebbia sarà un film e il Suggeritore una Serie Tv.
“La Ragazza nella Nebbia sarà un film con Toni Servillo. Saremo sul set a Marzo. Tutta la trilogia del Tribunale delle Anime, Il Cacciatore Del Buio e Il Maestro delle Ombre diventerà una Serie Tv. Idem Il Suggeritore”

Capitolo Serie Tv: The Young Pope di Sorrentino è una svolta narrativa epocale.
“È stato straordinario. Oserei dire irripetibile”

Da qualche anno la Serie Tv ha smesso di essere un genere di Serie B e ha praticamente surclassato tutti. La vedi come una via di mezzo perfetta tra libro e film?
“No, la serie tv ormai è superiore sia ai libri che al film. Ha preso il sopravvento, è un dato di fatto”

Nobel a Bob Dylan: sì o no?
“Sì, assolutamente. E aggiungo: nobel anche a Umberto Eco, per esempio”

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Ho 18 anni e ospiti della mia play-list sono perlopiù Bob Dylan, De Gregori, i Pink Floyd e tanti altri artisti che mi convincono di essere nato nell'anno sbagliato. Amante di (quasi) tutti i generi possibili, scrivo anche di sport. In due libri a trenta mani ho pubblicato Che Storia la Bari e La Bari siete voi, giusto per render chiara la passione per il biancorosso. Sogni nel cassetto: viver di romanzi e stappare una bottiglia di GreyGoose sui colli bolognesi con Cesare Cremonini.