Pooh. Non solo amore, ma anche impegno sociale e temi scottanti

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Pur essendo diventati famosi grazie a canzoni d’amore come Piccola Katy e Tanta voglia di lei, fin dal loro esordio i Pooh hanno scritto anche molti brani d’impegno sociale, mostrando grande coraggio nel proporre temi davvero scottanti. Non a caso sono stati il primo gruppo beat-pop italiano censurato (nel 1966 per il brano Brennero 66). Nel 1976 con Pierre affrontarono il tema dell’omosessualità, nel 1978 con la Leggenda di Mautoa parlarono del dramma degli aborigeni australiani e nel 1996 con Il silenzio della colomba parlarono degli abusi sessuali sulle donne.

Ecco alcuni brani centrati sull’impegno sociale, che trattano temi coraggiosi, se non altro in considerazione dell’epoca in cui venivano scritti e cantati. L’ordine è cronologico:

1966: la canzone Brennero 66 (dall’album d’esordio Per quelli come noi) vinse il Festival delle Rose, ma fu censurata da RadioRai, che impose un titolo diverso per il festival (Le campane del silenzio) e la cancellazione dal testo della frase «t’hanno ammazzato quasi per gioco». Il brano è ispirato a un fatto reale di cronaca: gli attentati in Alto Adige contro i militari della Guardia di Finanza e l’uccisione di un finanziere. I Pooh puntavano l’attenzione sui ragazzi del profondo sud mandati a fare il servizio di leva nel nord, dove rischiavano di morire senza nemmeno capirne la ragione. Negli Stati Uniti Bob Dylan cantava la protesta contro la società e il Vietnam; nello stesso periodo i Pooh hanno voluto raccontare una “guerra” di casa nostra: con Brennero 66 hanno rotto la tradizione italiana dei testi sui conflitti generazionali, incidendo la prima canzone che parlava di fatti reali e di stretta attualità. Pooh Brennero 66

1971: Pensiero (da Opera prima) parla di un uomo messo in galera ingiustamente per un fatto che non ha commesso.

1973: Parsifal (dall’album omonimo) è un inno alla pace con l’eroe wagneriano che getta le armi e rifiuta il suo ruolo di supereroe.

1973: Io e te per altri giorni (da Parsifal) parla di adulterio, con un uomo e una donna che abbandonano i rispettivi coniugi per vivere insieme una nuova storia d’amore (un tema assai scomodo in quegli anni).

1973: L’anno il posto e l’ora (da Parsifal) descrive gli ultimi pensieri di un pilota mentre il suo aereo sta precipitando.

1976: Pierre (da Poohlover) parla di omosessualità, un argomento tabù in quel contesto sociale.

1976: Gitano (da Poohlover) denuncia il razzismo nei confronti degli zingari, la stessa discriminazione subìta oggi dagli extracomunitari.

1976: Il primo giorno di libertà (da Poohlover) racconta il complicato reinserimento di un detenuto nella società.

1976: Tra la stazione e le stelle (da Poohlover) affronta il tema della prostituzione da un punto di vista psicologico.

1978: Classe ‘58 (da Boomerang) riprende il tema di Brennero 66, avendo ancora come protagonisti ragazzi del sud che s’interrogano sul perché si ritrovano in una caserma del nord con un fucile in mano.

1978: La città degli altri (da Boomerang) narra le difficoltà di chi è costretto a vivere ai margini della città e della società.

1978: La leggenda di Mautoa (da Boomerang) parla degli aborigeni australiani.

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1979: L’ultima notte di caccia (da Viva) è un atto d’accusa contro il massacro degli indiani d’America compiuto dall’uomo bianco.

1980: Inca (da Stop) stigmatizza il genocidio del popolo Inca da parte dei conquistadores spagnoli.

1983: Lettera da Berlino Est (da Tropico del nord) narra, sei anni prima della caduta del Muro di Berlino, il disagio dei giovani che vivevano al di qua e al di là del muro.

1984: Il giorno prima (da Aloha) affronta gli orrori del disastro nucleare, raccontando il Day Before (sogni e azioni quotidiane della gente inconsapevole) anziché il Day After.

1985: Asia non Asia (dal cd omonimo) mette in evidenza il contrasto fra la cultura orientale e l’invasione elettronica occidentale in Asia.

1986: Terry B. (da Giorni infiniti) parla dell’omicidio compiuto dalla giovane fotomodella americana Terry Broome, che ha ucciso il playboy italiano Francesco D’Alessio.

1987: Dall’altra parte (da Il colore dei pensieri), scritto nell’era Gorbaciov prima della perestrojka in Russia, è un brano sui Paesi dell’est che ribadisce quanto la libertà sia un bene prezioso, osservando la gioia delle persone nel poter fare cose semplici che a noi paiono scontate.

1988: Senza frontiere (da Oasi) è una forte denuncia contro l’emarginazione nei confronti degli immigrati africani nel nostro paese.

1990: Uomini soli (dal cd omonimo) affronta il problema della solitudine.

1990: Città proibita (da Uomini soli) è ispirata alla rivolta studentesca dell’anno precedente in Piazza Tienanmen a Pechino.

1996: Il silenzio della colomba (da Amici per sempre) narra lo stato d’animo di chi è stato vittima di un abuso sessuale e subisce un’ulteriore violenza, in questo caso psicologica, nel dover raccontare i particolari dell’aggressione patita per ottenere giustizia. E anche del suo tentativo di un ritorno alla vita normale.

2000: Buona fortuna e buon viaggio (da Cento di queste vite) è la storia di una prostituta dell’est che ha il coraggio e la forza di abbandonare il marciapiede e tornare a casa.

2010: Reporter (da Dove comincia il sole) è dedicata alla giornalista Ilaria Alpi ed è un omaggio a tutti i cronisti che rischiano ogni giorno la vita per svolgere il proprio lavoro.

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Redazione
Spettakolo! nasce nel 2015 e si occupa di cinema, musica, travel, hi-tech. Alla Redazione di Spettakolo! collaborano varie figure del mondo del giornalismo (e non) desiderose di raccontare tutto ciò che per loro è "spettacolo" (appunto).