Amore e inganni. Un manuale Austen

Un esercizio di stile sul romanzo epistolare Lady Susan

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Amore e Inganni
di Whit Stillman
con Kate Beckinsale, Chloë Sevigny, Xavier Samuel, Morfydd Clark, Jenn Murray, Stephen Fry
Voto 6/7

Fine 700 inglese, struttura tipica da romanzo di Jane Austen: signore un po’ decadute o di fortune fragili che trescano con uomini liberi o sposati di fortune più sicure per piazzare se stesse e o le figlie. La protagonista (da identificare in un ironico elenco di personaggi) è la vedova Kate Beckinsale (viene dal romanzo epistolare Lady Susan), che ha un’interlocutrice privilegiata in un’americana “accettabile” per i modi inglesi (Chloe Sevigny) e tiene sulla corda un giovane futuro erede di buona famiglia, quella famiglia, un maturo signore sposato, la di lui consorte tradita e un sorprendente idiota dalla rendita eccellente (a cui far fidanzare sua figlia) usando una strategia del corpo, delle relazioni e delle lettere (insomma facendo politica a proprio favore) a dir poco stupefacente: è un freddo demonio di retorica capace di voltare le situazioni in ogni frangente. Odiosa? No, ironica. Tutto il film di Whit Stillman flirta con un’idea di ironia sempre sul filo di un grazioso tedio mentre elabora il ritratto di un’arrampicatrice sociale che è amche un trattato di antropologia della sopravvivenza dei meno ricchi in una società a caste impermeabili (spesso anche all’intelligenza).

 

 

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori