Quel genio di Johnny Cash

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Johnny Cash

Era il 1970 quando uscì Un uomo senza scampo diretto dall’incostante John Frankenheimer e interpretato da un maturo Gregory Peck. Allora ero un divoratore di western classici, road movie, polizieschi, B-movie, film di frontiera ecc. ecc. e andai a vedere ovviamente questa malinconica e discreta opera del regista dell’Uomo di Alcatraz. La cosa che mi colpì subito fu la colonna sonora di Johnny Cash, in particolare la canzone I walk the line che più tardi scoprii aveva dato il titolo alla versione originale. Non conoscevo, se non di nome, questo singer-songwriter e, confesso, allora non ero molto interessato alla musica country. Anche se classificare country Cash è veramente riduttivo. Quando uscì l’album lo comprai subito e lo ascoltai parecchio. Poi preso da altri interessi mi dimenticai di lui.

A distanza di oltre trent’anni a quel genio di Rick Rubin viene l’idea di produrre una serie di incredibili album di Cash per la sua etichetta American Recordings. American IV: The Man Comes Around pubblicato nel 2002, il quarto della serie, è quello che ascolto di più. È anche l’ultimo album pubblicato da Cash da vivo.  L’album contiene due nuove versioni di suoi vecchi successi, un inedito (la title track che apre il disco) e molte fantastiche cover. Tra di esse, spicca Hurt dei Nine Inch Nails, la cui clip sarà poi vincitrice di un MTV Video Music Awards. Tra gli ospiti del disco, scelti ovviamente da Rubin, ci sono Nick Cave (in I’m So Lonesome I Could Cry), Don Henley (in Desperado) e Fiona Apple (in Bridge over Troubled Water). La serie American Recordings è comunque continuata con svariati dischi postumi, sempre curati da Rick Rubin.

P.S. Peccato aver lasciato in Appennino, dove spesso c’è un metro e mezzo di neve, il libro su Rick Rubin perché sicuramente contiene alcune pagine interessantissime, che ora non ricordo, dove parla di diffusamente di Cash. 

 

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Guido Elmi
Dalla fine degli anni cinquanta ascolta musica internazionale. Dalla fine degli anni settanta lavora in sala di incisione. A volte scrive canzoni. Collabora con Vasco Rossi da oltre 30 anni. Ha lavorato per Stadio, Skiantos, Gaznevada, Edoardo Bennato, Alberto Fortis, Marco Conidi, Steve Rogers Band, Clara & Blackcars e altri. Non è un talent scout. Non è un manager o un impresario. Negli U.S.A. e nel Regno Unito si direbbe producer. Deve tutto a Elvis, ai Rolling Stones, a Dylan, agli Steely Dan, ai Black Sabbath e a Phil Spector. Il 22 gennaio 2016 esce il suo primo album da solista: La mia legge.