Shut In. Il terrore indeciso

Horror indeciso tra corridoi del cervello e corridoi di casa

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Shut In
di Farren Blackburn. Con Naomi Watts, Oliver Platt, Charlie Heaton, David Cubitt, Jacob Tremblay.
Voto 5

Un film “de pppaura” prima di tutto dovrebbe decidere da che parte stare. Questo Shut In per un bel pezzo sembra un film su una psicologa alle prese con problemi famigliari e problemi di lavoro, poi con una tempesta di gelo che comporta una situazione di isolamento e solo a un certo punto dichiara con che cosa abbiamo a che fare, ma intanto abbiamo anche avuto tutto il tempo di fare obiezioni. Obiezioni all’entrata e all’uscita di scena di alcuni personaggi, che fanno pensare che gli addetti alla continuità e il montatore fossero usciti per un caffè (non insieme) e obiezioni sulla situazione della sanità in America e sulla staratura delle macchine per gli esami clinici. Se funzionano… Ciò detto, e tolto un certo numero di sorprese nel secondo tempo telefonate nel primo tempo, restano curiose citazioni da Shining che procurano proteste tra gli spettatori. E questo fa paura.

 

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori