Miss Peregrine. Dal ragazzo speciale Tim Burton

Il punto di vista di Tim Burton sulla trilogia di Ransom Riggs

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Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali
di Tim Burton
con Eva Green, Asa Butterfield, Samuel L. Jackson, Judi Dench, Rupert Everett
Voto 7-

Nella casa di Miss Peregrine i ragazzi strani sono ben accolti. Beh, è strana anche miss Peregrine, vedere per credere. I ragazzi hanno poteri bizzarri, un po’come i mutanti e i supereroi, aria, acqua, fuoco, forza, insetti, gelo, piante, eccetera, e c’è chi ha parlato di incrocio tra la Famiglia Addams  gli X- Men, giusto ma postmoderno: sono poteri che invece di venire dalla tecnologia vengono dal mito e dal passato ancestrale. Anzi, dalla tecnologia usata male, escono mostri che in origine avevano le doti (o le dannazioni) dei ragazzi di Miss Peregrine e li perseguitano (ognuno ha dentro il suo nemico…) A ben pensarci i racconti di questi poteri e di questi cattivi sembrano splendide bugie, di quelle che Burton adorava in Big Fish… Sono ormai tre libri della saga di Ransom Riggs e Burton con Jane Goldman (specialista in supereroi) alla sceneggiatura hanno attinto da più parti miscelandole alle loro predilezioni. Abbiamo un film alla Burton “classico” con un ragazzino e adulto mitico (forse un altro bugiardo: in questo caso un nonno coi poteri tenuti nascosti, un Terence Stamp che prende il posto dei precedenti protagonisti di un certo immaginario cinematografico, come Vincent Price), abbiamo il consueto mix tra fiaba e horror, tra tenero e macabro, con Eva Green truccata da alter ego di Burton (c’è chi dice  “da Depp”), abbiamo “il-nuovo-che-ora-va”, con citazioni di effetti artigianali accanto a quelli futuribili, con salti temporali alla Goldman. Insomma,un Burton “nuova maniera”, allargato a orizzonti meno claustrofobici e ossessivi, che piacerà a un pubblico più largo e alle distribuzioni, ai lettori delle saghe per Giovani Adulti e forse agli estimatori dei film di supereroi mutanti, ma che ci lascia un po’ così.  Forse lui è un po’ meno psicopatico, e noi più conservatori,  comunque, è meno sanguigno, ma il sangue non è acqua.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori

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