Poveri ma ricchi. Cinepanettone remake

Poveri diventati ricchi a fare i ricchi a Milano tra poveri ricchi

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Poveri ma ricchi
di Fausto Brizzi
con Christian De Sica, Enrico Brignano, Lucia Ocone, Lodovica Comello, Anna Mazzamauro.
Voto 6 e mezzo

Poveri ma ricchi racconta di una famiglia di poveri di “basso livello culturale”, simpatici e felici che vincono cento milioni di euro e hanno il terrore di spenderli e di esporsi, per cui, infelici, si trasferiscono a Milano, nei grattacieli di piazza Gae Aulenti, e vivono anche più infelici tra i veri ricchi che, come spiega un maggiordomo, ora sono di sinistra, bio, verdi, attenti all’arte, stronzi e refrattari ai fritti. Il che permette a De Sica una serie di gag alla Sordi sull’arte contemporanea, ad Anna Mazzamauro di citare la signorina Villani di Fantozzi, a Brignano di fare un film nel film e a Brizzi di dare un guizzo ficcandoci  Al Bano “comprato” per cantare Felicità (come Woody Allen aveva messo Marshall McLuhan in Io e Annie). Il film è a doppia e a volte a tripla velocità: cinepanettone, cinepattone con il tocco in più, oggetto strano a volte svelto a volte impantanato, che poi diventa meno strano quando capisci che, come a suo tempo l’oggetto strano Belli di papà (che era il remake di un film messicano), anche questo è un remake del francese Les Tuches (che qui diventano i Tucci), vincitore di molti Césars ma, si direbbe, mai arrivato da noi.

 

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori

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