Rogue One. Una storia stellare

Ecco cos'è successo tra La vendetta dei Sith e Una nuova speranza

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Rogue One: A Star Wars Story
di Gareth Edwards
con Felicity Jones, Diego Luna, Ben Mendelsohn, Mads Mikkelsen, Riz Ahmed.
Voto 7 meno

Rogue One è uno spin off di Star Wars, si colloca tra episodio III (La vendetta dei Sith) e episodio IV (Una nuova speranza), per noi terrestri i film del 2005 e del 1977, quindi in una piega temporale che non aveva in mente neanche George Lucas ma che i fan sanno collocare dalle storie che sono cresciute intorno. È stato riconosciuto nelle recensioni che inizia in una galassia lontana (al solito modo) come un western (bambina che sfugge ai cattivi imperiali che vengono ad arrestare i genitori coloni, ma scienziati) e si chiude come un film di guerra in una missione suicida per permettere alle truppe della Ribellione (dannatamente in crisi) di rialzarsi contro le truppe dell’Impero. Alcuni l’hanno giudicato tutto nuovo ma coerente, altri tutto coerente ma non nuovo. Cosa c’è del passato? Tornano alcuni personaggi: Darth Vader, mascherato, il governatore Tarkin della Morte Nera (Peter Cushing, ricreato in elettronica: è morto nel 1994), si sfiorano i due robot canonici, e ci si saluta con la principessa Organa giovane (anche lei ricreata in elettronica). Nel mezzo si cospira e si combatte, con effetti nuovi che fanno finta di essere quelli più “ingenui” di allora. Molti si sono commossi per questo episodio sconosciuto della Resistenza, alcuni proprio per niente, certi non hanno neppure capito cosa venisse prima o dopo: credo che a parte del nuovo pubblico forse non interessi neppure saperlo. Le battute migliori le ha un robot sarcastico, non ci sono spade laser, la mistica è ridotta al minimo, la musica cambia, ma la Forza al solito sta (quasi) coi buoni. Il recensore non è tra quelli che hanno sentito la vecchia magia. Sarà l’età.

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori