2016: un anno funesto per il Rock

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La foto che vedete è opera di Chris Baker che ha voluto ridisegnare la copertina del celebre album dei Beatles Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band. Ma stavolta non figurano personaggi storici o artisti importanti, gli stessi davanti ai quali i Fab Four avrebbero voluto esibirsi. Già, perché abbiamo gli artisti venuti a mancare in questo funesto 2016.

Questo non è un necrologio, non credo che sarebbe il caso di farlo. Cerco soltanto di capire quanto il 2016 abbia tolto alla musica Rock e al mondo dello spettacolo più in generale.

David Bowie ci ha lasciati il 10 gennaio dopo 18 mesi di coraggiosa battaglia contro il cancro. Prima di andarsene però, ha pubblicato l’ultimo disco, Blackstar (qui la recensione), esattamente due giorni prima della sua scomparsa. Un artista poliedrico e camaleontico, che ha saputo abbracciare quasi 50 anni di musica.

Sempre nel mese di gennaio si è spento Glenn Frey, chitarrista e tra i fondatori degli Eagles. Aveva 67 anni e ha messo la firma su molti brani rock americano. Come non pensare a Hotel California, Take It Easy e Tequila Sunrise?

Sempre a gennaio, il 28 per la precisione, è venuto a mancare a 74 anni Paul Kantner, chitarrista dei Jefferson Airplane, considerato uno dei simboli di Woodstock. Tra i pionieri del rock psichedelico, protagonista della celebre Summer of Love del 1967, uno dei principali esponenti del movimento hippie che ha colorato la fine degli anni ’60.

(AP Photo/Chris O'Meara)
(AP Photo/Chris O’Meara)

Prince, nome d’arte di Prince Rogers Nelson completa questa lunga lista: lo scorso 21 aprile viene trovato morto in un ascensore nella località di Chanhassen, vicino a Minneapolis. Aveva 57 anni.

A novembre invece un altro pilastro del Rock e non solo ci abbandona: Leonard Cohen, poeta e musicista canadese, viene a mancare a Los Angeles all’età di 82 anni

E per finire il 2016 ha dato addio a due terzi di uno storico gruppo progressive inglese, gli Emerson, Lake & Palmer: il 10 marzo se n’è andato Keith Emerson, tastierista pazzo e virtuoso dell’organo Hammond e del sintetizzatore Moog. A dicembre stessa sorte per il cantante e chitarrista Greg Lake, che viene a mancare all’età di 69 anni: aveva fondato insieme ad Emerson gli ELP, dopo aver abbandonato nientemeno che i King Crimson.

E sempre sul finire del 2016, quando ormai si pensava che quest’agonia di musicisti si sarebbe arrestata, arrivano notizie di due tragiche scomparse. La prima è quella della morte di Rick Parfitt, chitarrista degli Status Quo, venuto a mancare all’età di 68 anni. L’altra notizia è quella della morte di George Michael, proprio nel giorno di Natale: non propriamente una rockstar, ma una figura che ha lasciato un segno indelebile nella storia della musica.

Artisti geniali, eclettici, mai banali o prevedibili. Musicisti che hanno anche saputo staccarsi l’etichetta indelebile della rockstar maledetta, per continuare a fare musica senza stancarsi, fino ai giorni nostri.

E per concludere, dall’ultimo disco di Bowie ascoltiamo Blackstar, e anche noi ci facciamo la stessa domanda che si fa lo stesso Bowie nel brano: “How many times does an angel fall?”

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Nasce a Roma nel 1989 pochi mesi prima che cada il muro di Berlino. Studente di Storia, non religioso, beatlesiano convinto. Fino al 2015 ha gestito la webzine Robadarocker.com. Poeta a tempo indeterminato, rockettaro nel cuore, ama scrivere di musica.

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