Naples ’44. Il corpo della città

Francesco Patierno trasforma in immagini il libro di Norman Lewis

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Naples ’44
di Francesco Patierno
Voto 8

Napoli 44 viene da un gran libro di Norman Lewis, che era ufficiale di collegamento quando gli alleati sbarcarono nel Sud Italia:  entrato in Napoli al seguito della 5a armata  lavorò per i servizi di informazione inglesi e prese questi appunti terribili e insieme favolosi dalla nuda esperienza di strada e di amministrazione. La scommessa di Patierno -vinta, anche se sembrava impossibile- è stata combinare la scrittura di Lewis, un attore ripreso nella Napoli di oggi (semplice osservatore che impersona un immaginario Lewis tornato a constatare le differenze), i documentari di archivio e frammenti di film girati sugli stessi temi (e a volte non poco tempo dopo). All’inizio disorienta chi è abituato a trovare le immagini nelle parole, poi appare chiaro che per questioni di tempi filmici Patierno deve sintetizzare la scrittura antropologica di Lewis nel corpo vivo della città scorticato dalla guerra voluta dal fascismo, peggiorato dall’alleato tedesco e ulteriormente tribolato dal liberatore. In questo entrare e uscire nel tempo non sembra così distante la Napoli che ha dovuto vendere e persino cucinare carne umana, che ha venduto e reinventato mestieri, miracoli e miserie, che ha messo in scena una Passione medievale che unisce fame, malattie e disastri naturali. Accanto al repertorio, mai di colore, sempre oltraggiato (non è più Napoli, è l’umanità di sempre tritata nella guerra) sorprende trovare nell’impasto accanto a film come La pelle della Cavani o Il Re di Poggioreale, la rilettura di frammenti di film di Totò che sembrano “incarnare” esattamente certi personaggi di Lewis, come il gentiluomo che ai limiti dell’inedia dosava i passi, il sonno e il cibo per sbarcare il lunario impersonando con abiti sopravvissuti al disastro un’eleganza ormai perduta. Patierno ha colto l’anima della scrittura di Lewis. Il suo lavoro è splendido, ma perdiana leggete il libro!

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori